Logo Fà la cosa giusta Trento

Le api insetti preziosi per l’ecosistema

Il miele è la prima cosa che viene in mente alle persone quando viene chiesto loro cosa fanno le api. In realtà le api hanno tantissime altre peculiarità e sono al centro di tanti processi naturali. Lo abbiamo chiesto a Stefania Lusuardi di Maso Canova.

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api: ne parliamo con Stefania Lusuardi di Maso Canova

Maggio è il mese delle api e il periodo dell’anno in cui le api si posano sui fiori per impollinarli e far nascere tanti frutti. In occasione della Giornata mondiale delle api di venerdì 20 maggio abbiamo intervistato Stefania Lusuardi dell’azienda agricola bio e fattoria didattica “Maso Canova” di Monte Terlago in Valle dei Laghi.

L’insetto fondamentale per l’esistenza dell’uomo

Il miele è il nettare degli dei, ma non gira solo attorno alla produzione del miele il settore dell’apicoltura, ci tiene a precisare Stefania. Le api sono insetti impollinatori che posandosi sui fiori, permettono alla pianta o al fiore di far nascere e crescere i frutti. Senza l’apporto di questo insetto non ci sarebbe più l’agricoltura e l’ecosistema in cui viviamo scomparirebbe.

Le api non servono soltanto a fare il miele: permettono anche alle piante di far nascere e crescere i frutti

Lo stato di salute delle api

Per parlare di stato di salute delle api bisogna distinguere le arnie top bar, che sono impiegate in aziende agricole biologiche che seguono un metodo naturale dalle altre aziende di apicoltura.

La maggioranza del settore infatti è soggetta al fenomeno del nomadismo, cioè quella pratica che porta l’apicoltore a spostare le api da un luogo all’altro pur di non far scomparire la sua attività che senza l’attività d’impollinazione morirebbe.

Il miele prodotto spesso è poco e non è tutto poiché molti apicoltori, per tenere in vita l’attività e guadagnare il necessario per vivere, scelgono di installare le loro arnie in campi in cui si fa uso di neonicotinoidi, pesticidi dannosi non solo per l’uomo ma anche per larve e api. Gli insetti, lasciati in quei campi per l’impollinazione di alberi da frutto, hanno un unico triste destino: la morte.

Per far sì che queste situazioni non si verifichino più, sarebbe necessario formare gli apicoltori e metterli al corrente dei rischi che corrono e invitarli a mettere al primo posto la tutela della biodiversità e la sostenibilità.

Le api a Maso Canova

Stefania si è avvicinata all’apicoltura con le osmie, che sono api senza pungiglione che non producono miele e sono responsabili dell’impollinazione della maggior parte delle nostre piante coltivate e selvatiche.

Ha creato fin da subito dei Bugs Hotel, rifugi dove gli insetti possono ripararsi durante l’inverno. Nella fattoria sono state piantate per le api piante su cui posarsi e nutrirsi. Dopo un primo esperimento con l’arnia didattica top bar di sua proprietà, che permette di vedere le api da vicino senza disturbarle, Stefania ha deciso di collaborare da quest’anno con Silvia. Silvia è un apicoltrice che non fa miele, ma alleva le api per la loro riproduzione e per l’impollinazione.

Stefania collabora con Silvia, un’apicoltrice che alleva le api per la riproduzione

Perché è così importante? In Giappone sta accadendo che le api, ormai in estinzione, vengono fatte riprodurre in laboratori con l’utilizzo di siringhe. Per questo Stefania ha deciso di appoggiare Silvia nella sua battaglia, per evitare che le api scompaiano anche in Trentino.

A Maso Canova sono stati ricreati anche dei buffet per le api. I fiori presenti sono il girasole, il fiordaliso, alcuni tipi di tagete, la calendula e l’inula viscosa che è una pianta selvatica infestante, utile sia per l’apicoltura che per l’olivicoltura perché permette di combattere alcune malattie legate all’olivo. La fioritura tardiva dell’inula viscosa permette alle api di avere nutrimento anche fuori stagione.

Le api e la fattoria didattica

Maso Canova è un luogo dove poter apprendere e stare a stretto contatto con la natura, grazie alla fattoria didattica, alle attività estive e all’agriasilo.

Grandi e piccini vengono coinvolti subito attraverso una serie di domande legate all’uomo e a cosa può fare l’uomo per proteggere e aumentare la biodiversità. Si passa di solito poi a parlare di fiori e piante utili per salvaguardare l’ecosistema.

A Maso Canova ci sono un agriasilo e una fattoria didattica: anche i più piccoli imparano il significato della biodiversità

Vengono quindi proposti una serie di laboratori sui fiori, anche quelli tintorei e sull’impollinazione come la creazione di bombe di semi con terra, argilla e semi. L’argilla protegge i semi, che vengono piantati nel terreno senza essere mangiati o danneggiati. Le bombe di semi sono delle perfette alleate della biodiversità. C’è la possibilità anche di costruire dei bugs hotel, creando fori e buchi adatti ad ogni varietà di insetto. Gli stessi bugs hotel si trovano appesi a Maso Canova e osservandoli si può capire il loro funzionamento.

L’attività viene proposta anche nelle scuole, di ogni ordine e grado, dove in base al programma didattico viene stilato un progetto specifico con la possibilità di utilizzare il materiale informativo anche in aula.

Per visitare la fattoria didattica e avvicinarsi al mondo delle api si può scrivere a Stefania sulla sua pagina Facebook e decidere assieme a lei il percorso formativo più adatto da intraprendere.

Potrebbe interessarti anche…

Il sistema agroalimentare trentino

di Elisabetta Chiesa

Organizzazioni, produttori e “mangiatori” sono stati intervistati da una giovane laureata per indagare il sistema di produzione e consumo alimentare in Trentino, in particolare ricercandone la sostenibilità e i cambiamenti durante la crisi pandemica.

intervistasistema agroalimentretrentino

Convegno CSA: Soluzioni sociali per problemi epocali

di Redazione

Il Convegno nazionale del CSA si terrà a Trento sabato 13 novembre presso l'Università di Sociologia. Tanti spunti su cui riflettere e limitare la distanza tra produttore e consumatore

convegnonazionalecsa

L’acqua non è più un bene comune

di michelecastrezzati

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua denuncia le misure del Recovery Plan come un nuovo rilancio alle privatizzazioni. Dalla mancanza di investimenti nelle infrastrutture alla deregolazione, il Piano incentiva la colonizzazione privata delle risorse idriche.

acquaprivatizzazionerecovery fund

Hai bisogno di informazioni?