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Cosa significa essere ecogenitori?

Abbiamo risposto a questa domanda nel secondo evento online organizzato dall'Ecosportello Fa' la cosa giusta! Trento con Angela Castagna, Marta Stoppelli ed Egon Angeli.

Si è svolto il 26 maggio il secondo evento online organizzato da Ecosportello Fa’ la cosa giusta! Trento. Il tema della serata era: “Ecogenitori. Come crescere figli in modo sostenibile. Il cambiamento inizia dentro le nostre case“. Se ve lo siete persi, potete guardarlo sulla nostra pagina Facebook oppure sul nostro canale YouTube. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Sara Marcolla.

Com’è che si diventa ecogenitori? Gli ospiti della serata ci hanno fatto capire che ognuno si avvicina a queste tematiche per necessità diverse, e soprattutto ogni genitore adotta la sostenibilità secondo la propria esperienza e attraverso la pratica, che prevede molti errori oltre che molta soddisfazione. Marta Stoppelli, di Pannoliamo, racconta di essersi avvicinata al mondo dei pannolini lavabili per necessità: “Ho avuto due gemelli, e cercavo modi per risparmiare. Questo è stato il mio spunto per diventare ecogenitore”. Angela Castagna invece, prima della nascita del suo bimbo, era già interessata alle tematiche ambientali, tanto da essere parte della rete Inspire Ecoparticipation. Diventare mamma per lei è stata l’occasione per mettersi in gioco in un nuovo campo secondo quei valori. Infine, Egon Angeli, della Tana dei Papà, ci spiega che essere ecogenitore significa avere a cuore il pianeta perché anche solo egoisticamente sarà quello che lasceremo ai nostri figli, in generale però significa impegnarsi per la comunità.

Durante la serata si è parlato di vestiti, di alternative ai pannolini usa e getta, di giocattoli e giochi sostenibili, con riferimento alle tante realtà disponibili sul territorio trentino. Ciò che è emerso come fondamentale e trasversale da parte degli ospiti è l’importanza di creare una rete di supporto. Non solo, come spiega Marta Stoppelli, per avere consulto e sostegno nelle scelte quotidiane che un genitore deve prendere, ma anche per motivi pratici, come spiega Angela Castagna, che si appoggia su un gruppo di amici e conoscenti per avere vestiti e giochi usati evitando di inserire nuovi oggetti nella rete di produzione e consumo. Infine, spiega Egon, la rete della Tana dei papà ha rappresentato un’occasione per ritagliare un ruolo sociale ai papà, riempiendo uno vuoto nello spazio collettivo, dove la figura paterna non ha spazi dedicati.

 

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