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La “Nuova Economia per Tutti” arriva anche in Trentino

NeXt, “Nuova Economia per Tutti”, nasce nel 2011 e promuove un’economia civile, partecipata e sostenibile tramite un’autocertificazione partecipata e i portali Eye on Buy e Gioosto. Il modello si sta diffondendo anche in Trentino.

NeXt, “Nuova Economia per Tutti”, nasce nel 2011 da una convinzione: l’economia va ripensata e resa più “umana”. Fanno parte del gruppo che ha fondato l’associazione GianBattista Costa, Valentino Bobbio e Leonardo Becchetti. “Il mondo del lavoro, ci siamo detti, genera grandi sofferenze: ingiustizie, disuguaglianze crescenti e scarico dei costi sull’ambiente”, ci racconta Valentino Bobbio, segretario generale dell’associazione. “L’ambiente non antropizzato è rarissimo. L’uomo ha trasformato profondamente la natura, senza rendersi conto dell’interrelazione tra gli organismi viventi e perseguendo la massimizzazione del profitto. Certo, il profitto in economia è necessario, ma puntare solo su quello è sintomo di una società malata che scarica i costi sulle persone, basti pensare ai bassi salari e al lavoro in nero. Le persone, oggi, sono viste come fattori produttivi, non come il centro dell’economia”.

L’economia promossa da NeXt è civile, partecipata e sostenibile. Come associazione di promozione sociale di terzo livello, NeXt crea una rete tra associazioni, imprese, pubbliche amministrazioni, scuole, università e cittadini che, dal basso, cercano di creare un’economia che metta al centro il benessere delle persone e che sia consapevole dei limiti delle risorse della Terra. “In un anno consumiamo le risorse che si generano in un anno e mezzo”, prosegue Bobbio. “Ciò vuol dire che stiamo intaccando il patrimonio delle generazioni future”. 

Lo strumento di NeXt: il “voto con il portafoglio”

Dieci anni fa quasi nessuno sapeva che cosa significasse l’espressione “voto col portafoglio”. L’economista Leonardo Becchetti ha ripreso questo concetto, che è diventato poi il cardine della “Nuova Economia per Tutti”. “L’economia cambia quando i cittadini insistono nel fare scelte quotidiane di consumo e di risparmio ragionate, premiando le aziende sostenibili”, dice Bobbio, spiegando il concetto di “voto con il portafoglio”.

Questo strumento si esercita premiando non il prodotto sostenibile, ma l’impresa sostenibile. “Il nostro obiettivo – prosegue Bobbio – è intervenire sull’atteggiamento complessivo dell’impresa. Il ‘voto col portafoglio’ è il mezzo che ci permette di raggiungere questo scopo. Le imprese, ora, cominciano ad accorgersi che essere sostenibili ‘conviene’. Conviene perché porta innovazione e miglioramento. L’azienda sostenibile, attenta al sociale e all’ambiente, non ha paura di nuove regolamentazioni, perché le ha già superate. Ed è anche più efficiente, perché le persone, quando si sentono rispettate nell’ambiente di lavoro, hanno una produttività diversissima”.

Un’indagine dell’Istat che ha coinvolto 250 addetti, e che ha preso in esame i quattro indicatori delle relazioni con i lavoratori, ha dimostrato che le aziende virtuose hanno un valore aggiunto di 22mila euro in più per addetto.

L’autovalutazione partecipata: il “NeXt Index”

L’indice elaborato da NeXt coniuga sei aree comuni a imprese, enti del terzo settore e amministrazioni pubbliche e alcuni indicatori multidimensionali adatti sia alle piccole sia alle grandi realtà. Le aree sono l’azienda e il governo dell’organizzazione; le persone e l’ambiente di lavoro; i rapporti con i cittadini e i consumatori; la catena di fornitura; i comportamenti verso l’ambiente naturale; e i comportamenti verso la comunità locale. Ogni area è a sua volta composta da cinque indicatori che la “approfondiscono”.

Chi compila l’autovalutazione partecipata – che porta all’elaborazione del NeXt Index – deve allegare un link e dei documenti che attestino l’impegno dell’organizzazione in un ambito specifico della sostenibilità. Finora, hanno completato l’autovalutazione partecipata 400 aziende.

Il gruppo di lavoro di NeXt che gira l’Italia per incontrare le realtà del terzo settore

Le difficoltà nel promuovere “una nuova economia per tutti”

Quali sono stati gli ostacoli maggiori che NeXt ha incontrato in questi dieci anni? Anzitutto, non è sicuramente facile cambiare i comportamenti delle persone. “Essere coerenti è faticoso, richiede molto tempo e lo sforzo di informarsi”, spiega Bobbio. Lo stesso per le imprese. “Oggigiorno difficilmente si troverà un’impresa che non concordi sul fatto che la sostenibilità è importante”, prosegue il segretario generale di NeXt. “Bisogna però investire su un cambio di cultura e di mentalità nelle imprese. Se continuo a valutare i dirigenti sulla base del profitto, questo cambiamento non avverrà mai. Se invece misuro e premio i dirigenti non solo in base al profitto, di cui ho bisogno perché sono un’impresa, ma anche in base agli aspetti sociali e ambientali, ci sarà un reale mutamento. Chiaro che richiede tempo, e che è più difficile, perché serve lo sforzo di ampliare la valutazione”.

Eye On Buy e Gioosto, gli spinoff di “NeXt”

NeXt fornisce due strumenti ai cittadini e alle cittadine che vogliono informarsi sulla sostenibilità delle imprese: Eye on Buy e Gioosto. Il primo è un portale che aggrega le autovalutazioni partecipate (NeXt Index) delle imprese. “Il cittadino può controllare il livello di sostenibilità per ognuna delle sei aree”, spiega Bobbio. “Si tratta quindi di uno strumento per fare pressione dal basso e per dialogare con le imprese, perché in questo portale le persone possono scrivere le loro osservazioni o portare la propria esperienza”.

Gioosto, invece, è un e-commerce sostenibile “nato – come dice Bobbio – dall’idea di dare uno sbocco alle piccole e medie imprese sostenibili, che non interessano ai grandi distributori, ma che fanno un lavoro di qualità e che facilitano l’inclusione sociale e cercano di limitare il loro impatto sull’ambiente”.

Su “Vita”, il magazine dedicato alla sostenibilità sociale, economica e ambientale, troverete il racconto del viaggio che NeXt sta facendo nelle realtà del terzo settore. Sono state toccate, finora, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia. “NeXt incontra queste realtà e le forma a una gestione aziendale consapevole”, racconta Valentino Bobbio. “Molte tra loro, infatti, hanno grandi ideali ma devono accrescere la loro capacità gestionale. Il terzo settore ha deciso di lavorare con noi perché offriamo la possibilità di tenere insieme il rigore economico, la centralità della persona e una feroce attenzione all’impatto sull’ambiente”.

E in Trentino?

Anche in Trentino ci si sta mobilitando per far conoscere NeXt, la “Nuova Economia per Tutti”. Francesco Dellagiacoma, presidente di PEFC Italia, un’organizzazione ombrello che, tra le altre cose, promuove un sistema di certificazione forestale nazionale sviluppato attraverso un processo partecipato, si sta occupando di mappare le realtà del territorio attente al tema della sostenibilità.

PEFC è associata a NeXt da circa cinque, sei anni. “Ho partecipato ad alcune assemblee di NeXt – spiega Dellagiacoma – e lì è nata l’idea, che porto avanti a titolo personale, di far conoscere quest’associazione alle sezioni trentine di alcune realtà nazionali che fanno parte di NeXt, ma anche a realtà locali attente alla sostenibilità”. Il primo incontro si è svolto a giugno, e questo mese proseguono le attività di presentazione e di conoscenza, che porteranno, per chi lo vorrà, all’autocertificazione partecipata e all’accesso al portale Gioosto. PEFC e NeXt collaborano anche per le attività nelle scuole, in particolare all’Enaip di Tesero, la prima scuola a livello internazionale a essere certificata PEFC, premiata a luglio 2021 e diventata un modello di “best practice”. “Stiamo cercando di creare una rete tra le scuole del legno di diverse regioni italiane”, spiega Dellagiacoma. “Il legno è la materia prima dello sviluppo sostenibile: è rinnovabile e ha dei costi di produzione molto bassi in termini energetici”.

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