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I volti di San Martino: l’azienda agricola di Lidia Piffer

Tra i produttori che partecipano al mercato di San Martino (Trento) del giovedì, c’è anche l’azienda agricola di Lidia Piffer. Nata nel 2017, dopo un paio d’anni di esperimenti l’azienda ha cominciato a vendere i prodotti cosmetici che nascono a Ziano di Fiemme con i fiori e le erbe coltivate da Lidia sull’altopiano della Vigolana e sopra Mattarello.

Lidia Piffer con i suoi prodotti cosmetici al Mercato di San Martino

Ogni giovedì, nel quartiere di San Martino, a Trento, si intrecciano storie, sapori e colori diversi che appartengono al mondo dell’economia solidale trentina. Il mercato, che ripartirà giovedì 7 aprile dopo la pausa primaverile, si svolge negli spazi esterni della Bookique in orario d’aperitivo, per invogliare anche gli studenti universitari a incontrare chi, quando vende, “ci mette la faccia”.

Quali sono i produttori che partecipano al mercato di San Martino? Lo raccontiamo attraverso una serie di interviste, per spiegare cosa #succedeaSanMartino il giovedì pomeriggio. Oggi è la volta di Lidia Piffer, titolare dell’omonima azienda agricola con sede a Vigolo Vattaro. “Dopo due anni di esperimenti, nel 2019 ho iniziato a vendere i miei prodotti di cosmesi – racconta Piffer -, ma la pandemia mi ha bloccata: il mercato di San Martino, per me, è un’occasione per farmi conoscere”. Lidia Piffer è figlia di contadini. “Mi è sempre piaciuto lavorare la terra – prosegue –, andavo sempre in campagna. Poi però ho lavorato per venticinque anni come sarta da casa, siccome avevo due bambini piccoli; quando ho potuto ho aperto la mia attività, anche se finora non ho avuto grandi guadagni”. Il logo dell’azienda agricola contiene anche una nota musicale. “Ho sempre suonato la fisarmonica – racconta Piffer – e mi piace l’idea di portare armonia anche nell’orto, dove coltivo prodotti diversi: avrò suppergiù una sessantina di spezie e di piante”.

Partecipa ad altri mercati oltre a quello di San Martino? Se sì, qual è la differenza?

Partecipo al mercato di Slow Food sull’altopiano cimbro. Sono i primi mercati che faccio con la mia azienda agricola, perché, anche se l’ho avviata nel 2017, ho passato i primi due anni a fare esperimenti. Quando ho cominciato a vendere, nel 2019, la pandemia mi ha fermata. Adesso ho bisogno di farmi conoscere, anche perché il mio è un prodotto cosmetico, che ha bisogno di essere provato.

Che prodotti vende?

Cosmesi su larga scala, quindi crema mani, crema viso, crema di arnica e timo, crema doposole, crema da uomo. Sono prodotti fatti con le erbe che coltivo sull’altopiano, ma anche sopra Mattarello: le coltivo, le essicco e poi le porto in un laboratorio a Ziano di Fiemme, che mi dà consigli sul fiore giusto per ogni crema.

Come si è evoluta, dal 2017 a oggi, la sua azienda agricola?

Da quest’anno collaboro con una mia amica che da poco ha aperto un’azienda agricola che si chiama “Nogarole”. Non siamo in società, collaboriamo semplicemente; mi piacerebbe far capire a tutti i produttori l’importanza della collaborazione.

Per quanto riguarda la produzione, a Mattarello coltivo le erbe aromatiche, come lavanda e santoreggia. Sull’altopiano, invece, coltivo i fiori perché vengono meglio: rosa, echinacea, arnica…

Da quest’anno ho deciso che farò anche degli infusi e amplierò la mia produzione di sacchetti

Quale è il suo prodotto “forte”?

I miei cuscinetti alla lavanda e all’erba luigia vanno tantissimo. Stanno andando bene anche la crema mani e la crema viso.

Ha conosciuto nuove realtà con cui prima non era in contatto?

Certo. Sono entrata in contatto soprattutto con Marco Tasin: domenica scorsa ho finito un corso organizzato da lui sull’agroecologia e sulla preparazione del terreno senza l’utilizzo di prodotti chimici. Io non sono biologica perché per me è solo burocrazia, ma coltivo comunque senza insetticidi: nel mio orto ho tante piante per combattere i parassiti.

Perché le persone dovrebbero venire al Mercato di San Martino?

Bisogna capire se le persone vogliono mangiare “chimico” o genuino. A San Martino si trovano prodotti genuini, anche se secondo me, in alcuni casi, bisognerebbe abbassare i prezzi.

I contatti dell’associazione e dell’azienda agricola. 3285775403 (Lidia Piffer)

Intervista a cura di Marianna Malpaga e Angela Dalpiaz

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