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Pop Up Climatico: la biodiversità che aiuta l’agricoltura e il clima

Giovedì 22 settembre alle 18.30 ci troveremo nel piazzale della Bookique per parlare con alcuni esperti di agricoltura e biodiversità e con un gruppo di 4 contadini che tutti i giorni lavorano “sul campo”. Fedrigotti del MUSE: “La biodiversità è fondamentale per l’agricoltura e, anche se viene minacciata dal cambiamento climatico, contribuisce al tempo stesso a mitigarne l’impatto”

Viviamo in un territorio ricco di biodiversità. “Il cambiamento climatico la mette in difficoltà, però al tempo stesso quando c’è una minore biodiversità nei nostri ambienti questi ultimi diventano anche più sensibili al cambiamento climatico”, ci spiega Chiara Fedrigotti del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, che domani (giovedì 22 settembre) parteciperà all’incontro “Pop Up Climatico: il clima cambia e l’agricoltura risponde e si adatta” nel cortiletto della Bookique di Trento.

Un momento di riflessione di comunità sull’impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità, sull’agricoltura di montagna e sulla qualità dei prodotti, che partirà alle 18.30 in concomitanza con il Mercato di San Martino, e a cui prenderanno parte anche Enzo Mescalchin di Cooperativa Samuele, Giuseppe Barbareschi dell’azienda agricola “Le api di Giuseppe”, Milo Tamanini dell’area verde di Cooperativa Samuele, Stefania Lusuardi dell’azienda agricola Maso Canova e Lorenzo Paris dell’azienda agricola Lorenzo Paris. Modererà l’incontro Roberto Barbiero, climatologo di APPA.

“Le Alpi sono un hotspot di biodiversità – spiega Fedrigotti -, generata dalla storia geologica delle nostre montagne ma anche dalla loro posizione geografica a cavallo del mondo mediterraneo e continentale, che fa sì che ospitino condizioni ambientali e climatiche così diverse che permettono di avere tantissime specie. È anche vero che le Alpi rappresentano una delle aree del mondo maggiormente colpite dal cambiamento climatico: le temperature sono aumentate del doppio rispetto alla media globale, raggiungendo in molti casi la famosa soglia dei 2°C stabilita dagli accordi di Parigi”.

In Bookique il 22 settembre alle 18.30 ci sarà Pop Up Climatico

Da qualche anno il MUSE sta lavorando sulla biodiversità negli ambienti agricoli, con un focus particolare sulla biodiversità presente in vigneti e frutteti. “In Europa e in Trentino una fetta importante di biodiversità è legata a questi ambienti – fa presente Fedrigotti -, quindi gestirli correttamente è un tassello fondamentale per preservarla. Con gli agricoltori parliamo spesso dell’importanza di rendere il paesaggio più eterogeneo possibile. Siamo abituati alle coltivazioni specializzate, con un paesaggio estremamente omogeneo e semplificato: ma lì è chiaro che le specie faticano a trovare un ambiente adatto in cui vivere. Basterebbe anche solo trovare una piccola zona umida, un piccolo albero con qualche cavità, un muretto a secco o siepi che delimitino questi campi per favorire la biodiversità. Sono tutti elementi che non rendono dal punto di vista economico e produttivo, perché parte del territorio non può essere sfruttato per la coltivazione, ma costituiscono dei veri e propri serbatoi di biodiversità che permettono anche di aumentare l’attrattività turistica del territorio”.

Con il progetto Terra Aria Acqua, il MUSE è andato a collocare 300 cassette nido all’interno delle aziende di alcuni agricoltori. “Nei prossimi anni andremo a verificare se questa piccola azione ha contribuito a creare dei microambienti in grado di ospitare specie importanti per la biodiversità”, spiega Fedrigotti.

Anche i cittadini possono contribuire a sostenere la biodiversità. “Per noi sono importantissimi i dati che appassionati o semplici cittadini raccolgono occasionalmente – dice Fedrigotti – grazie ad alcune app che negli ultimi anni si sono diffuse moltissimo, come iNaturalist e Ornhito.it. Usando lo smartphone si può fotografare una specie che cattura l’attenzione, caricarla sull’app, che aiuta nell’identificazione e che mette quest’informazione a disposizione dei ricercatori. È chiaro che in questo modo si raccolgono molti dati che poi bisogna leggere e gestire correttamente. In Trentino sono stati creati diversi progetti che si occupano di gestione dati: uno attivo da molto tempo è l’Atlante degli Anfibi e Rettili del Trentino. Per costituirlo è stato fondamentale il supporto dei dati raccolti dai cittadini”.

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