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La newsletter solidale di RIES

La Rete Italiana di Economia Solidale inaugura una nuova newsletter per comunicare la rete dell'economia solidale sul territorio nazionale e locale.

La Rete Italiana Economia Solidale (RIES) ha avviato un nuovo percorso di comunicazione, inaugurando il numero zero di una newsletter per raccontare la rete solidale a livello locale e nazionale. Riportiamo le parole del presidente RIES Jason Nardi (articolo originale qui).

La Rete Italiana di Economia Solidale c’è e da oggi cominciamo un percorso di comunicazione ampio e aperto, con nuovi strumenti e orizzonti.

Questo è il numero zero di una newsletter che, unitamente a un sito web ora in fase di costruzione, ambisce a diventare un punto di riferimento e di collegamento a livello territoriale e nazionale. La facciamo per raccontare il “fare rete” che è alla base della tessitura di un’economia solidale, oggi più che mai necessaria e capace di futuro: dove funziona, come si sviluppa, quali sono gli ostacoli, le storie dei territori che stanno costruendo “ecosistemi” locali, collegando le iniziative e pratiche di produzione, distribuzione, consumo, mutualismo, autogestione e cooperazione in tutta Italia e non solo. Lo facciamo a partire dalle attività dei soci di Ries, che uniti da una visione e una strategia comune stanno “facendo economia solidale”.

Lo facciamo anche con l’aiuto di studenti dell’Università la Sapienza, Corso di Laurea Magistrale in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa: negli ultimi due mesi hanno collaborato all’analisi e alla proposta di strumenti e canali di comunicazione, che speriamo di poter implementare nel tempo per raggiungere sempre più persone e intercettare anche pubblici diversi, a partire dalle giovani generazioni che si stanno interrogando sul loro futuro, su quello dell’umanità e della Terra. Lo facciamo cercando di utilizzare molti canali contemporaneamente, sia attraverso i social media più diffusi, sia attraverso strumenti liberi e aperti, fuori dalle logiche di mercato. Lo facciamo infine con la collaborazione dei nostri media, associati a Ries, Altreconomia e Comune-Info, con cui vogliamo raccontare la trasformazione in atto. Ospiteremo reciprocamente articoli e opinioni per promuoverci a vicenda.

Dopo un anno e mezzo di pandemia siamo tutti provati e vorremmo uscire da un’emergenza che ci costringe a trovare soluzioni temporanee e in alcuni casi di sopravvivenza; ma la risposta e la ricchezza di un vero movimento di cittadini e comunità solidali con uno sguardo più ampio c’è e pur con differenze e approcci diversi, stiamo collaborando alla costruzione di una “società della cura” (come racconta Monica Di Sisto). Alcune battaglie come quella per una sovranità alimentare nel territorio agricolo urbano più ampio d’Europa, quello romano, stanno avendo buoni riscontri (ne scrive Riccardo Troisi, Ress Roma); altre battaglie sono ancora in pieno svolgimento, come quella per una Politica Agricola Comunitaria europea più giusta e non indirizzata solo all’agribusiness (vedi campagna PAC – cui partecipiamo – promossa dai Fridays for Future e da altre organizzazioni). Sulla scorta del successo in altri Paesi, è stata recentemente depositata la prima causa climatica contro lo Stato italiano e Ries aderisce alla campagna Giudizio Universale che la promuove.

Intanto, insieme alla Rete Humus si sta cominciando un percorso sui sistemi di garanzia partecipata e sulla legge nazionale sul biologico. A settembre, tra i moltissimi eventi in programma, segnaliamo l’istituzione del nuovo Distretto di economia sociale solidale – Dess Bergamo, il seminario nazionale del laboratorio monete, la fiera del commercio equo Tutta un’altra cosa e la presentazione di Communities for Future – una campagna in collaborazione con Ecolise, Rive (ecovillaggi) e altre reti, che riguarda il riconoscimento delle comunità intenzionali e la loro relazione con i circuiti ecosol.

Non si può poi dimenticare Genova 2001: le giornate del G8 di vent’anni fa sono state traumatiche per il nascente movimento “alterglobalista” e ne hanno segnato la storia di cui facciamo parte: è dalla “globalizzazione della solidarietà” e dalla spinta di Rete Lilliput e delle reti internazionali per un altro mondo possibile che l’esperienza italiana di economia solidale ha preso forma. Nei prossimi giorni a Genova ci ritroviamo e guardiamo al futuro, passando il testimone a chi a Genova non c’era, ma ne ha ereditato lo spirito.

Lo sguardo e confronto internazionale sono perciò importanti. Per questo riportiamo un articolo sul rapporto d’impatto dell’economia solidale della rete spagnola REAS (l’analoga di RIES), anch’essa parte della rete Europea RIPESS – Solidarity Economy Europe, che quest’anno celebrerà il suo decimo anniversario con un incontro dei soci a Parigi a settembre.

Insomma, molto si muove e noi… RIESistiamo!

Potete iscrivervi alla newsletter qui: https://rete-ries.it/newsletter/.

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