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Per giocare con le associazioni di Trento? C’è Robin!

Robin – Gioca con le associazioni di Trento è stato inaugurato il 2 ottobre, in occasione della Settimana dell’Accoglienza. Da poco ne sono state stampate 250 copie, la maggior parte delle quali andrà alle associazioni trentine che sono entrate a far parte di Robin. Come? Leggi l’articolo.

Robin – Gioca con le associazioni di Trento nasce per far conoscere e mettere in rete il mondo del volontariato e dell’associazionismo del capoluogo

Robin, il gioco delle associazioni di Trento, ora ha la sua pagina Facebook. Una pagina dove, come ci spiega Mary Agostini, che ha creato il gioco assieme a Roberta Folgheraiter del negozio Don Chisciotte e con l’aiuto di Emma Ragozzino, verranno presentati fra poco i volti delle persone che hanno dato vita al progetto: le associazioni entrate nel gioco, gli sponsor e i volontari che hanno scelto di prestare qualche ora del proprio tempo per immaginare Robin o per inscatolarlo.

Cos’è Robin?

Come spiegano le autrici, è “un gioco ma anche un viaggio di scoperte e relazioni” e “un coinvolgente pretesto per favorire l’incontro con l’associazionismo e il volontariato”. Nel gioco, ci si muove tra le caselle e si incontrano le sfide pensate da Roberta Folgheraiter, che traducono in azioni le progettualità delle 52 associazioni di Trento che sono “entrate” a far parte di Robin. A ogni associazione sono dedicate sei carte, sulle quali, oltre alla sfida, vengono riportate anche la mission della realtà, il suo sito e tre parole chiave che la rappresentano. Un modo per far conoscere il mondo del sociale trentino, ricco di realtà che ogni giorno si impegnano per costruire comunità; e non è escluso che in futuro entrino nel gioco altre associazioni: “L’impegno – spiega Mary Agostini – sarà quello di integrare nel tempo il gioco con nuove carte”.

Mary Agostini e Roberta Folgheraiter hanno ideato il gioco, incontrandosi nelle loro ore libere: questa è la gigantografia di “Robin”

I dadi sono stati fabbricati con il legno schiantato a seguito della tempesta Vaia dall’abile mano di Matteo Giuliani di Iris Woodwork, mentre il “campo da gioco” è una Trento disegnata da Ernesto Anderle, meglio conosciuto come “Roby il Pettirosso”, famoso per il suo “Vincent Van Love”. Ha collaborato alla sua realizzazione anche una classe degli Artigianelli di Trento a rischio dispersione scolastica: sono proprio gli studenti ad aver scelto il nome Robin per il gioco, sia perché richiama Robin Hood, emblema di giustizia e uguaglianza, sia perché in inglese robin significa “pettirosso”.

Robin è pronto: le associazioni ora possono muoversi nella Trento solidale

Robin era stato lanciato a ottobre 2021, in occasione della Settimana dell’Accoglienza: ora la sua presenza si è “moltiplicata”, perché Publistampa ha completato la stampa di 250 copie del gioco. Ogni associazione entrata a far parte di Robin riceverà 4 copie del gioco a 25 euro ciascuna, per aiutare a coprire, almeno in parte, i costi. “È il gruppo Immaginabili Risorse della cooperativa La Rete, che lavora con la disabilità, che si occupa di consegnare la scatola alle associazioni”, spiega Mary Agostini. “Ogni lunedì mattina e mercoledì pomeriggio i ragazzi, accompagnati da un gruppo di volontari ed educatori, portano Robin alle realtà di Trento che sono inserite nel gioco. Ci aiutano nell’assemblaggio del gioco, invece, i ragazzi della cooperativa CS4 e del Centro Trentino Solidarietà. È un momento importante per loro, che crea ulteriori relazioni”.

Le restanti copie saranno vendute a prezzo pieno (61 euro). “La prossima settimana – conclude Mary Agostini – saremo ancora impegnate nell’attività di assemblaggio delle ultime scatole: chi volesse dare una mano, può presentarsi al Don Chisciotte e dare la propria disponibilità”.

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