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Salviamo Trento dalla Circonvallazione Ferroviaria

La progettazione della Circonvallazione Ferroviaria della città di Trento sta entrando nel vivo con la valutazione dell’impatto ambientale e la conseguente approvazione dell’opera. Per questo il comitato no TAV e altri comitati cittadini scendono in piazza.

Non si può più aspettare. È il momento di agire per il bene della città di Trento e dei suoi cittadini. Per questo è indetta una mobilitazione generale per sabato 2 aprile. Il corteo, che si snoderà tra le vie cittadine, partirà alle ore 14.30 da Largo Nazario Sauro (Trento).

Cosa chiedono i comitati promotori della mobilitazione?

I comitati vogliono sedersi ad un tavolo e progettare delle azioni atte al miglioramento della mobilità cittadina e provinciale assieme ai vari attori coinvolti. La circonvallazione ferroviaria infatti creerebbe solo un disastro ambientale. L’intenzione dei comitati è ideare un progetto ecologico che possa sfruttare al meglio i fondi del PNRR.

Perché la circonvallazione, così progettata, non è possibile realizzarla?

Trento è la prima città agricola d’Italia e con l’espropriazione di terreni, sia nelle periferie che in collina, per la costruzione della circonvallazione, perderebbe gran parte della sua vocazione agricola. L’opera influirebbe anche sulla qualità dell’acqua: le sorgenti più vicine alla città come il torrente Fersina e lo stesso fiume Adige sarebbero a rischio inquinamento ambientale. Questo si amplificherebbe se venissero toccate, come prevede il progetto, le aree industriali di Trento Nord, da anni in attesa di bonifica. Si aprirebbero inoltre due cantieri, a nord e a sud della città che spaccherebbero il capoluogo in due. Questo provocherebbe nell’immediato l’esproprio di terreni e l’abbattimento di case, dato che la circonvallazione passerebbe attraverso uno dei quartieri più abitati come quello di San Martino, per creare disagi anche alle zone dei Solteri, Cristo Re, Roncafort e Gardolo. Durante la realizzazione dell’opera si fermerebbe anche la ferrovia Trento – Malè, utilizzata da molti pendolari per spostarsi quotidianamente. Ciò andrebbe a gravare sul traffico cittadino messo già a dura prova e con una tangenziale non più adeguata. La circonvallazione prevede la realizzazione di 10 Km di tunnel sotto la Marzola, che è a rischio geologico da anni. Cadrebbe ogni vincolo culturale e paesaggistico, che vieta l’edificazione di qualsiasi genere, vicino a Villa Bortolazzi a Mattarello. Oltre ai rischi ambientali, i comitati fanno notare che i fondi del PNRR non coprono tutti i costi di realizzazione dell’opera, che graverebbero sui cittadini. Vale la pena stravolgere la città e il territorio per realizzare un progetto di questa portata, se il traffico merci su rotaia è minimo?

I comitati chiamano tutta la cittadinanza a partecipare per esprimere il proprio no alla circonvallazione.

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