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Daniela allunga la vita agli oggetti con i “suoi” swap party

Appassionata di riuso, Daniela Delbò ha fondato Circolo Tallù assieme a due amici una decina di anni fa, dopo un corso di “Imprenditoria del riuso” che aveva seguito con Accademia d’Impresa. Oggi il Circolo porta avanti gli swap party, delle occasioni per dare una seconda vita ad oggetti usati ma anche per conoscersi.

A Pergine, quando qualcuno cerca “qualcosa”, di solito contatta Daniela Delbò. “La mia è una passione – ci racconta parlando di riuso e del Circolo Tallù, che ha fondato una decina di anni fa assieme a un gruppo di amici -, lo faccio perché è qualcosa in cui credo”.

Daniela Delbò in uno swap party organizzato per la ManifestAzione Fa’ la cosa giusta! Trento a Brentonico

Tallù è una parola che sta per “t’allungo la vita”. L’obiettivo dell’associazione, infatti, è quello di allungare la vita non solo agli oggetti, ma anche alle capacità e alle conoscenze. “Tra il 2014 e il 2016 abbiamo avuto una sede in via Pennella – spiega Daniela – messa a disposizione a titolo gratuito da una socia fondatrice e aperta ogni mercoledì dalle 20 alle 22. Eravamo 3 soci fondatori, 3 amici che hanno deciso di portare avanti questo progetto folle: chiunque poteva venire per scambiare oggetti, ma anche competenze, senza un ritorno economico”.

Daniela Delbò, originaria di Riva del Garda ma da 30 anni residente a Pergine, ha sempre avuto una grande passione per il riuso. “Ho un’età per cui mi ricordo che una volta, in genere, si risparmiava un pochino – racconta – e tutto questo usa e getta non esisteva. A casa mia ho creato un sistema di recupero dell’acqua piovana e ho installato dei pannelli solari. Sto attenta a non sprecare e cerco di utilizzare solo ciò che è necessario. Credo che si possa vivere bene accontentando i propri bisogni, senza per forza dover andare oltre, facendo attenzione all’ambiente”.

La passione per il riuso però è cresciuta quando Daniela si è iscritta a “Imprenditoria del riuso”, un corso di Accademia di Impresa che per qualche mese l’ha impegnata ogni sabato. “Lì ho capito che non avrei mai fatto impresa – ride -, non fa per me, ma che il riuso era comunque una mia grande passione e che l’avrei portata avanti. Mi piace dire che rincorro un sogno”.
Alla fine del percorso, insieme agli altri partecipanti, Daniela ha fondato Riù, un’associazione con la quale ha portato avanti i primi swap party. Poi è arrivata Tallù, che per due anni ha avuto una sede e che ora invece è rimasto un circolo sostenuto “da un gruppo di amici che porta avanti un ideale”.
Circolo Tallù, ora, è attivo in particolar modo con gli swap party, scambi di oggetti – soprattutto vestiti – usati. “Gli swap party migliori – sottolinea Daniela -, che però noi al momento non possiamo fare, sarebbero quelli strutturati. Qualche settimana prima dello swap si raccolgono i vestiti. Ogni persona può consegnare massimo dieci, quindici pezzi. Quando li porta, le si consegna una ricevuta. I pezzi vengono verificati – devono essere puliti e in buone condizioni – e si dà un valore che può essere base, medio o alto. Allo swap le persone arrivano con la loro ricevuta e diamo loro tanti gettoni di colore diverso in base a come abbiamo valutato i loro pezzi. Vengono invece restituiti gli scarti. Con quei gettoni si entra tutti assieme e lì inizia la caccia al tesoro”.

Circolo Tallù è nato dalla passione di Daniela per il riuso, dopo aver frequentato un corso in “Imprenditoria del riuso”

Un tipo di swap che attualmente è molto difficile da organizzare, sia per l’afflusso importante di persone – difficile in periodo di Covid – sia perché questo metodo richiede il tempo di cartellinare tutti gli abiti. E le persone che fanno parte di Circolo Tallù sono tutte volontarie.

“Gli ultimi swap che abbiamo organizzato sono stati più semplici – continua Daniela -: le persone potevano venire dalle 14 alle 18 portando i propri indumenti e, in questo caso, un capo vale un altro capo, senza il sistema di base, medio o alto. Verificavamo che i capi andassero bene quando arrivavano e mettevano nello swap anche il plafond di vestiti che abbiamo in magazzino, così che le persone che arrivavano per prime trovassero comunque una buona scelta”.

Se una persona non trova qualcosa che le interessa, il consiglio è quello di prendere comunque dei capi da riportare allo swap successivo. E lì comincia la seconda caccia al tesoro.

Per restare aggiornati sugli swap party di Circolo Tallù, basta seguire la pagina Facebook. Lì si può contattare anche Daniela, ormai conosciuta in tutta Pergine: “Ormai mi sono ‘fatta un nome’. Quando qualcuno ha bisogno di qualcosa mi chiama e chiede: Daniela, non è che per caso riesci a recuperarmi un tavolo? O dei giochi per bambini? Da quando sono andata in pensione, questa è la mia occupazione principale, tant’è che mi sono presa un deposito che è già super pieno”.

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