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“Custodi danzanti” delle acque: ecco chi sono Le Anguane

“Le Anguane” è un progetto di danza – ma anche di conferenze e incontri – portato avanti dall’associazione Armonia di Rovereto. Richiama il nome delle figure tipiche della mitologia alpina, legate alla custodia delle acque. Francesca Lilith: “Lavoriamo anche sul tema delle emozioni, fondamentali per avvicinarsi alla natura”. Lo spettacolo, site specific, è stato portato il 22 luglio a Piazza Duomo per Arte in Bottega.

Si chiamano Anguane, sentinelle delle acque, e hanno danzato anche a Trento per Arte in Bottega venerdì 22 luglio. Le Anguane, come ci racconta Francesca Lilith, presidente dell’associazione Armonia, fanno parte di un progetto più ampio iniziato nel 2019, “La Natura è il mio Tempio”. “All’interno di questo progetto – spiega – ci stiamo occupando di vari argomenti. Quest’anno abbiamo sentito l’esigenza di trattare il tema dell’acqua”. Il progetto è stato avviato in occasione della Giornata mondiale del 22 marzo, e sarà portato anche al Festival Moltiplicazioni di Rovereto tra l’1 e il 2 ottobre.

Le Anguane erano a Trento venerdì 22 luglio per Arte in Bottega

“Le Anguane non sono soltanto uno spettacolo danzante curato dal nostro gruppo di 13 ballerine – prosegue Francesca -; organizziamo anche altre conferenze e iniziative sul tema dell’acqua, che per me è molto legata alle emozioni e al femminile: lavoriamo molto anche su questi due temi, oltre che su quello della memoria”.

Il tema dell’acqua è emerso con forza negli ultimi mesi, ma è dal 1996 che l’associazione Armonia ne parla in diversi modi. “È stata creata quando ero incinta di mio figlio – spiega Francesca – e in un momento in cui anche altri soci fondatori avevano appena avuto figli. Ci siamo sempre occupati di massaggi neonatali e in gravidanza, per evitare le complicanze durante il parto, ma anche gli scompensi che si potrebbero creare in età adulta. Facciamo prevenzione sin dall’utero che, come tutti sappiamo, è legato all’acqua”.

Il progetto delle Anguane è stato patrocinato dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità e dalla Provincia di Trento, ed ha una collaborazione con l’associazione culturale Alchemica e con Elissa, oltre che con S.O.S. Parole – Servizi di Logopedia. Il nome richiama le figure tipiche della mitologia alpina, “sentinelle delle acque”. “Erano portatrici di riti affascinanti e legati alla ‘magia naturale’ – prosegue Francesca -. Per esempio, accordavano il cuore per pregare e invocare il meglio per il futuro di tutti. Dei riti che un tempo erano naturali, ma che adesso sembrano dimenticati. Lavoriamo moltissimo anche sul recupero del calendario lunare, con tredici mesi tutti uguali, con 28 giorni, e con un giorno che resta ‘fuori dal tempo’”.

Una passione, quella di Francesca Lilith, che è naturopata, insegnante di danza e pittrice. “Insegno terapia del colore legata all’acqua da 20 anni – dice -; è qualcosa a cui tengo particolarmente e in cui credo”.

Lo spettacolo de “Le Anguane: sentinelle delle acque” è uno spettacolo in natura, itinerante e site specific. Ciò vuol dire che cambia a seconda del luogo in cui viene portato. “Lo abbiamo presentato con successo – spiega Francesca – a Nogaredo per Calendimaggio, a Borgo Sacco per Un borgo e il suo fiume, e a Trento per Arte in Bottega alla Fontana del Nettuno in Piazza Duomo”. Entro la fine dell’anno lo spettacolo dovrebbe essere portato, con delle proiezioni video, anche al Teatro Zandonai di Rovereto, città dove ha sede l’associazione Armonia.

Il gruppo delle 13 danzatrici porta lo spettacolo site specific in varie località del Trentino

Per Moltiplicazioni Festival, tra l’1 e il 2 ottobre, Le Anguane porteranno un laboratorio per bambini realizzato in collaborazione con SOS Parole e una psicologa e una conferenza per genitori sull’importanza delle emozioni e della loro gestione. “Se si lavora con le emozioni – conclude Francesca Lilith – ci si sente anche più legati alla natura. Noi siamo un tutt’uno con lei, basti pensare alla percentuale d’acqua che c’è nel corpo umano e quella che c’è sulla Terra, che è la stessa. Stiamo lavorando sulle giovani generazioni, sui bambini, perché siano sempre più a contatto con essa”.

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