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Il clima cambia, come può aiutarci la meteorologia?

Hanno due compiti diversi ma sono ottime alleate. Meteorologia e climatologia hanno dialogato mercoledì 14 settembre al teatro di Caldonazzo per il secondo appuntamento delle ManifestAzioni Fa’ la cosa giusta! Trento, che ci accompagnano verso la Fiera del 21-23 ottobre. Roberto Barbiero, climatologo di APPA, e Giacomo Poletti, esperto di meteorologia, sono stati ospiti dell’incontro.

Prima di morire, la regina Elisabetta ha vissuto un’esperienza che nella sua lunga vita non aveva mai sperimentato: i 40°C nel Regno Unito.

Un aneddoto che a primo impatto può strappare un sorriso, ma che è uno dei tanti effetti del cambiamento climatico in atto, da non confondere con la meteorologia. Mercoledì 14 settembre, al teatro di Caldonazzo, si è parlato della differenza tra la scienza che studia il clima e la scienza che studia il meteo, con un interessante dialogo tra Roberto Barbiero, climatologo di APPA, e Giacomo Poletti, appassionato di meteorologia conosciuto per la sua pagina Facebook, che aggiorna quotidianamente con informazioni accurate sul meteo.

L’evento è stato organizzato in occasione delle ManifestAzioni Fa’ la cosa giusta! Trento, che ci accompagnano verso la Fiera che si terrà a Trento Expo dal 21 al 23 ottobre.

“Il meteorologo studia il tempo atmosferico, cioè i fenomeni cha avvengono nell’atmosfera – ha esordito Barbiero – con un preciso riferimento in termini temporali, di luogo e di parametri. La climatologia, invece, lavora su tempi più lunghi: si occupa delle condizioni atmosferiche medie di un luogo in un periodo di almeno 30 anni”.

Quando si parla di cambiamento climatico, quindi, il lasso di tempo che deve essere preso in considerazione è quello di almeno 50-60 anni, ha riportato Barbiero. E i dati, anche solo guardando quelli forniti dalla stazione di Trento Laste, sono preoccupanti. “La temperatura media tra il 1990 e il 2020 è aumentata di quasi 2°C rispetto al periodo preindustriale, cioè rispetto agli anni che vanno dal 1850 al 1900”.

Meteorologia e climatologia a confronto mercoledì 14 settembre al teatro di Caldonazzo per il secondo incontro delle ManifestAzioni

A maggio del 2019 diversi giornali ironizzavano sulla temperatura piuttosto fredda, usando questo dato per avallare la tesi secondo la quale non ci sarebbe un cambiamento climatico in atto. “In questo modo però – ha evidenziato Barbiero – si confonde l’informazione meteorologica di un mese che può essere anche molto più freddo del normale rispetto al cambiamento climatico, che si apprezza su un periodo di tempo molto più lungo”.

Barbiero ha portato alcune parole che descrivo la crisi climatica in atto, prese in prestito dagli scienziati che, tra il 2021 e il 2022, hanno lavorato all’IPCC. Queste parole sono intenso, rapido, inequivocabile e insufficiente. Intenso perché “abbiamo un aumento di 1,1°C rispetto all’era preindustriale e perché stanno aumentando gli eventi meteorologici estremi”, rapido perché “negli ultimi 50-60 anni abbiamo avuto un’accelerazione del riscaldamento globale” e inequivocabile “perché la scienza del clima definisce così il ruolo antropico, con un particolare riferimento alle emissioni di gas a effetto serra, che provengono dall’uso dei combustibili fossili: carbone, petrolio e gas”. Infine, l’ultima parola è insufficiente “perché la scienza ci dice che stiamo facendo poco contro il cambiamento climatico”: gli accordi di Parigi hanno messo nero su bianco la necessità di non superare i 1,5°C rispetto all’era preindustriale e, ancor meno, di superare i 2°C perché questo porterebbe a processi irreversibili.

Giacomo Poletti – che avevamo sentito prima dell’evento – ha confermato come le previsioni meteorologiche siano migliorate nel corso degli anni. “Le previsioni a 10 giorni oggi sono tanto precise quanto quelle a 7 giorni di una decina di anni fa – ha detto – anche se alcuni modelli meteorologici, siccome coprono tutto il mondo, tendono a semplificare: è utile affidarsi ai modelli su piccola scala”.

“Fino all’Ottocento – ha spiegato Poletti – le previsioni venivano dedotte da osservazioni fatte in mare, con le navi, mentre ora si usano delle equazioni differenziali non lineari. Il primo momento storico in cui sono state calcolate le previsioni è stato durante lo sbarco in Normandia: l’operazione è stata programmata proprio in quel giorno perché il cielo era coperto. Un secondo momento, invece, è stata l’esplosione della bomba atomica a Hiroshima: quella città è stata scelta proprio per il cielo sereno che la caratterizzava in quel momento”.

Come si possono intrecciare climatologia e meteorologia? “Quest’estate – ha spiegato Barbiero – è stata la più calda mai osservata finora. Nel nostro Paese, secondo dati del CNR, la seconda, anche se in alcune zone le temperature hanno raggiunto il record”. Un’estate anomala non solo in quanto a temperature, ma anche a piogge. “Nei primi otto mesi di quest’anno siamo entrati nell’anno per il momento più siccitoso dal 1800 – ha spiegato Barbiero -. Nel Nord Italia abbiamo avuto la metà delle piogge che avremmo dovuto avere alla fine del mese di agosto. Le piogge stanno cambiando, stanno diventando molto più brevi e intense, non utili all’accumulo di precipitazioni che serve all’agricoltura: causano invece problemi per l’uso della risorsa idrica, oltre che danni di carattere idrogeologico. Per questo le previsioni meteorologiche diventano ancora più importanti”.

Giacomo Poletti ha ricordato il servizio di Meteo Trentino, collegato alla Protezione Civile della Provincia di Trento, che aggiorna sul bollettino meteorologico al numero 3358428341: “Basta inviare un messaggio con scritto ‘agricoltura’ o ‘viabilità’ per usufruire di questo servizio quotidiano”.
Anche se le previsioni meteo negli anni sono migliorate sensibilmente, ha aggiunto, è ancora difficile dire “che tempo sarà”. “È più facile nelle aree pianeggianti – ha detto Poletti -, perché in Trentino ci sono delle differenze molto spiccate: basti pensare che quando c’è stato il temporale del 5 agosto in Val di Fassa, in Valsugana splendeva il sole. Ed è difficile dire fino a quando possono arrivare le previsioni meteorologiche. L’atmosfera non è un sistema lineare, e bisogna considerare l’effetto farfalla: se chiudo la porta uscendo del teatro potrei creare un piccolo vortice che fra un mese scatena un gran temporale a Roma. La maggior parte delle volte non succede nulla, ma può accadere, se si sommano tanti piccoli fenomeni”.

La serata è stata organizzata con la collaborazione di APT Valsugana Lagorai, SAT, Gruppo naturalistico-culturale Amici del Monte Cimone, Acli Trentine, Associazione Taiapaia, associazione Levico in Famiglia, APPM, ACCRI e Solidarietà Vigolana.

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