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Autoproduco.it

Elisa Nicoli del sito autoproduco.it ci offre per il nostro appuntamento del mercoledì alcune proposte di autoproduzione di saponi e detersivi.

Il sito autoproduco.it – Il Laboratorio dell’Autoproduzione è un portale collettivo, di riferimento per tutti coloro che gravitano attorno a questo tema. Potete trovarci idee per l’autoproduzione zero waste, suggerimenti su come preparare a casa cosmetici, detersivi, ricette, costruzioni e anche interessanti video tutorial. Le proposte di autoproduzione vengono pubblicate anche sulla pagina Instagram. Nello specifico, qui trovate una raccolta di autoproduzione di detersivi, mentre qui un’altra sull’autoproduzione dei cosmetici.

Il sito è gestito da Elisa Nicoli, scrittrice di tematiche ambientali e regista di documentari, grande camminatrice ed esperta di autoproduzione. Trovate un elenco delle sue pubblicazioni a questo link. Oggi vi proponiamo alcune delle sue idee della categoria cosmetici e detersivi. Inoltre, ci ha regalato la ricetta dello shampoo solido, che potete trovare qui in anteprima! Per approfondire, potete leggere il suo libro “Bolle in libertà. Ricette facili e sicure per creare in casa i vostri cosmetici e detersivi (Altreconomia, 2018)”.

Shampoo solido (per principianti)

Sapete la differenza tra shampoo solido e sapone shampoo? Il primo si crea con i tensioattivi e il suo ph può essere modificato a piacere, rendendolo più adatto al trattamento dei capelli (INCI: Sodium Cocoyl Isethionate, Sodium Cocoyl Sulfate, Cocamidopropyl Betaine, …). Il secondo è un vero e proprio sapone, creato con un mix di oli, acqua e soda caustica (INCI: Sodium oleate, Sodium Cocoate, Sodium Tallowate, ecc). Il sapone shampoo non è adatto al capello, perché è altamente basico e, se non si termina il lavaggio dei capelli con un ultimo risciacquo acido, le cuticole del capello restano aperte, indebolendolo e sfibrandolo.

Entrambi si possono fare in casa, sempre avendo l’accortezza di coprirsi il viso con una mascherina e di utilizzare i guanti e occhiali (anche gli occhialini da piscina vanno bene): soda caustica e tensioattivi in polvere sono entrambe delle sostanze da trattare con estrema precauzione.

La ricetta del sapone shampoo la trovate sul mio libro “Bolle in libertà”, edito da Altreconomia.

Qui vi indico la ricetta dello shampoo solido. È per principianti assoluti, con pochissimi ingredienti, apposta per poter iniziare in maniera facile. La ricetta avanzata necessita di altri ingredienti che migliorano la formulazione e l’efficacia del prodotto, in particolare un altro tipo di tensioattivo, come suggerisce Gothic’s Hollow (per i più tecnici: per diminuire l’aggressività dei tensioattivi anionici in polvere è importante inserire in misura minore dei tensioattivi anfoteri). Ci tengo a dire che non uso mai più del 40% di tensioattivi in polvere, al contrario di molti prodotti in commercio, perché queste sostanze sono estremamente concentrate e possono risultare troppo irritanti, sebbene diluiti con molta acqua in fase d’uso. I miei shampoo solidi risultano pertanto un po’ meno schiumosi di quelli acquistati.

L’alternativa solida ha dei vantaggi rispetto allo shampoo liquido solitamente in commercio

Ingredienti (per un panetto da circa 50 g)

FASE A

  1. 20 g tensioattivo in polvere*
  2. 6 g acqua distillata
  3. 9 g olio di cocco bio

FASE B

  1. 15 g amido di mais bio non Ogm
  2. 20 gocce di olio essenziale, l’ideale per i capelli sono rosmarino e/o salvia

Indossate guanti e mascherina. Pesate gli ingredienti della fase A e scaldateli a bagnomaria. Mescolate bene, finché il composto non diventa colloso. A questo punto tirate fuori dal fuoco e aggiungete gli ingredienti della fase B. Amalgamate bene e comprimete il tutto in uno stampino (da usare solo per questo scopo, anche di recupero va benissimo). Mettete in freezer per 15 minuti, poi sgusciate e lasciate asciugare all’aria: in un paio di giorni sarà pronto all’uso.

*Tensioattivi in polvere:

Il preferibile: SLSA (Sodium Lauryl Sulfoacetate), perché delicato.

Lo SCI (Sodium Cocoyl Isethionate) è anche delicato, ma ottenuto con una reazione con ossido di etilene (sostanza cancerogena, che non dovrebbe restare nel prodotto finale).

Andrebbe evitato il SCS (Sodium Coco Sulfate), in quanto piuttosto aggressivo.

Amido doccia

L’amido lava. Provate a lavare i piatti a mano con l’acqua di cottura della pasta ancora calda e vedrete che efficacia! Per lavare i bambini piccoli è sufficiente usare amido di mais o amido di riso. Meno noto è il fatto che anche noi adulti possiamo lavarci così, con grande soddisfazione e creatività.

Ho ideato una ricetta che oltre a sostituire docciaschiuma e crema da corpo è anche molto divertente da preparare: prima di impiegarlo per ciò che l’avete originariamente creato, potete anche giocarci voi e/o i vostri figli, come fosse una pasta modellabile.

Sostituto del docciaschiuma e della crema corpo, ma utile anche per giocare con i bambini!

Ingredienti

  1.    20g di bicarbonato
  2.    50g amido di mais bio non OGM
  3.    30g di un olio bio a scelta
  4.    olio essenziale a piacere

Mescolate tutti gli ingredienti con cura in una ciotola, fino ad ottenere una pasta della consistenza del Pongo. Se la vostra bilancia non è precisissima forse vi occorrerà aggiungere più amido o più olio. Quando sarete soddisfatti della consistenza, tirate fuori l’impasto e giocateci un po’, creando una pallina, che potete riporre in un contenitore di vetro a chiusura ermetica. Dura diversi mesi, se non viene a contatto con l’acqua. Se doveste sentire odore di rancido, buttate subito via il prodotto. Se dopo un po’ la vostra pallina si affloscerà non preoccupatevi, è normale.

Si usa sulla pelle bagnata, prelevandone una piccola parte, massaggiando delicatamente. Vedrete che produrrà un latte molto piacevole e vi lascerà la pelle morbidissima, tanto da non richiedere l’uso della crema da corpo post doccia.

Come usare l’acido citrico?

Parlare di acido citrico non è mai abbastanza! È una sostanza chimica preziosa per ridurre enormemente sia gli imballi sia il nostro impatto sull’ambiente!

Grazie all’acido citrico (in polvere), che possiamo comprare sfuso oppure in una confezione smaltibile nella raccolta della carta, possiamo sostituire ben 3 prodotti: ammorbidente, anticalcare, brillantante.

L’acido citrico è una soluzione per sostituire tre prodotti che usiamo quotidianamente

La ricetta è sempre la stessa:

  1. 100g acido citrico
  2. 400g acqua demineralizzata

Si versano direttamente in una bottiglia da mezzo litro, scuotendo bene fino a completa solubilizzazione.

Come si usa:

ammorbidente (40ml nella vaschetta apposita della lavatrice)

brillantante (si riempie l’apposito spazio)

anticalcare (da spruzzare sulle incrostazioni di calcare, lasciare agire un minuto e poi sciacquare, infine asciugare)

È la banale reazione acido-basico (acido citrico – calcare) che rende questo prodotto estremamente efficace sulle incrostazioni di calcare, su superfici e stoviglie. Attenzione solo ad alcuni box doccia trattati con prodotti anticalcare, che potrebbero venire danneggiati dall’acido citrico.

L’ammorbidente all’acido citrico funziona invece in modo completamente diverso dall’ammorbidente profumatissimo che siamo abituati ad usare. Quest’ultimo è a base di tensioattivi cationici, tossici per gli organismi acquatici, spesso di origine animale, che funzionano impregnando il tessuto, separandone le fibre, dando la sensazione di morbidezza. Questo tipo di prodotti sono anche potenzialmente allergenici.

L’acido citrico invece funziona sequestrando il calcio, evitando che precipiti come calcare sui tessuti, indurendoli. L’aceto è meno efficace in questo ed è un po’ più tossico per gli organismi acquatici. Un’altra funzione preziosa dell’ammorbidente all’acido citrico è quella di ripristinare il corretto pH dei tessuti, dopo un detersivo basico.

Da sapere: l’acido citrico viene spesso prodotto in Cina. Chiedete al distributore dove se lo procura.

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