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I distretti economici del futuro? Saranno solidali

Giovedì 9 dicembre, Tempora Odv ha promosso un incontro sui DES (distretti dell’economia solidale). Sono intervenuti Luciano Galetti (ufficio risorse UE e sviluppo territoriale della Pat), Jacopo Sforzi (Euricse), Tania Giovannini (Centro dell’Economia Solidale) e due rappresentanze di DES trentini.

L’economia sociale, l’economia solidale e i DES (distretti dell’economia solidale)

La serata di giovedì 9 dicembre è stata organizzata da Tempora Odv. L’argomento principale sono stati i DES

“I DES, distretti dell’economia solidale, sono una delle articolazioni concrete dell’economia solidale”, spiega Luciano Galetti, direttore dell’ufficio risorse Unione Europea e sviluppo territoriale della Provincia di Trento. 

La legge che regola l’economia solidale in Trentino è la numero 13 del 2010; “si tratta – aggiunge – di una delle prime norme, a livello nazionale, sul tema dell’economia solidale, che non è semplicemente economia sociale, ma la racchiude”. 

Spesso infatti economia sociale e solidale vengono confuse. “Sono accumunate dalla loro origine – spiega Galetti – perché nascono quando la scienza economica tenta di superare il dibattito tra la prevalenza dello Stato e la prevalenza del mercato. Economia sociale ed economia solidale vanno invece al di là di questo duopolio, perché non contrastano né la presenza dello Stato né quella del mercato. Semplicemente aggiungono un terzo attore: la persona, assieme all’ecosistema nel quale esercita le proprie attività e i propri desideri”. 

L’economia solidale, dunque, racchiuderebbe anche l’economia sociale, e consisterebbe nel “valorizzare la relazione tra le persone, la qualità e il rispetto della vita come valori economici”. La nascita di questo tipo di economia è spontanea; i DES invece non lo sono, perché per nascere e per crescere richiedono l’impegno dell’operatore pubblico. “Il loro scopo – dice Galetti – è quello di unire, grazie a una buona base di fiducia, gli attori dell’economia solidale, rafforzandone la capacità di prosperare nel duopolio Stato-mercato”. 

I DES possono essere settoriali o territoriali. Nel primo caso, coinvolgono i produttori di una determinata filiera, mentre nel secondo racchiudono tutte le attività dell’economia solidale nate in un certo territorio. In Trentino, il loro sviluppo è supportato dal Centro dell’Economia Solidale, nato sei mesi fa e retto da Consolida, che ha attivato uno sportello fisico e un presidio informativo online sulla pagina Facebook e sul sito di Economia Solidale Trentina. 

“Finora i DES non hanno avuto quell’auspicata dinamica di crescita”, aggiunge Galetti alla fine dell’intervento. “L’anno prossimo, però, dovrebbe essere l’anno di implementazione di questi distretti”. 

I DES in Trentino: la ricerca di Jacopo Sforzi di Euricse

“Quando parliamo di DES – dice Jacopo Sforzi, ricercatore senior di Euricse che si è occupato di analizzare la situazione dei distretti dell’economia solidale in Trentino – dobbiamo pensare che la parola distretto viene mutuata dai distretti industriali che hanno fatto per molti anni, in particolare dagli anni Settanta in poi, il successo dell’economia italiana”. 

Sono tre le sfere che devono dialogare in ambito economico d’epoca industriale: famiglie, imprese e istituzioni. L’economia solidale aggiunge come attore l’individuo, ma il principio di base rimane lo stesso: è necessario che anche il potere pubblico promuova un determinato modello di sviluppo. “È molto importante che la Provincia di Trento abbia riconosciuto i DES – dice Sforzi – che non nascono certo spontaneamente”. “Molti dei DES nati – aggiunge – sono evoluzioni di altre realtà, come i gruppi di acquisto solidale (Gas), che decidono di strutturarsi maggiormente. Nei Gas, infatti, sono coinvolti produttori e consumatori, non le istituzioni, cosa che invece avviene per i DES”. 

Il Centro dell’Economia Solidale è disposto a dialogare con i soggetti interessati ad attivare un DES

Come racconta Tania Giovannini, responsabile della comunicazione, l’avventura del Centro dell’Economia Solidale è stata avviata sei mesi fa. Non è semplice spiegare con parole semplici cosa sia l’economia solidale e quali siano gli strumenti a disposizione dei cittadini per metterla in pratica quotidianamente. Il Centro cerca di farlo, diffondendo le news dell’economia solidale sia tra la comunità sia tra le reti dell’economia solidale. “Il nostro obiettivo è accompagnare, promuovere, informare e dare un supporto ai distretti esistenti o a quelle realtà che di fatto sono dei distretti, ma che devono ancora diventarlo formalmente”, dice. Oltre allo sportello, c’è il sito dell’Economia Solidale, nel quale vengono pubblicati video e articoli. Tra i video, ce ne sono tre che raccontano, attraverso le parole dei protagonisti, dei distretti dell’economia solidale già attivi in Trentino. “Ci siamo resi conto che forse il concetto di distretto è un po’ fumoso – spiega Giovannini – e quindi abbiamo deciso di portare le esperienze tangibili di alcuni protagonisti dei DES, che si sono raccontati”. Ci sono il Distretto Economia Verde e Riuso, il Distretto Fiemme e Fassa e il Distretto della Vallagarina. 

I DES si raccontano: il Distretto dell’Economia Verde e Riuso e il Distretto della Vallagarina

Presenti alla serata organizzata da Tempora Odv anche due DES trentini. Silvana Comperini, presidente della cooperativa sociale Garda 2015 (qui il link al video pubblicato dal Centro dell’Economia Solidale), ha presentato il Distretto dell’Economia Verde e Riuso. 

“Dal 2015 al 2019 il nostro centro di riuso, REplus, è stato sostenuto dal Comune di Riva del Garda – racconta Comperini – ci trovavamo in uno spazio che ci era stato concesso in comodato d’uso gratuito, una stanzetta molto piccola. Abbiamo scelto di fare un investimento, e ci siamo spostati. Questo ci ha permesso di sviluppare una serie di relazioni incredibili con associazioni, cooperative e scuole”. 

Sono 370 i donatori privati che una volta in settimana donano dei materiali al Centro REplus, che in un anno ha raccolto 15mila pezzi e ne ha rivenduti 6mila. Tra le attività c’è anche la ciclofficina, nella quale sono state raccolte 200 biciclette, 100 delle quali sono state rivendute in un anno. “Direi che si tratta di un risultato molto positivo in termini di sostenibilità ambientale”, afferma la presidente di Garda 2015, che aggiunge: “C’è anche un protocollo tra Consolida e Itea che ci dà la possibilità di intercettare i materiali lasciati negli appartamenti liberi di Itea. Da maggio a novembre ci siamo recati in cinque appartamenti a Pergine, a Trento e a Rovereto. Abbiamo segnato gli oggetti, mandato la lista a Consolida, che l’ha a sua volta girata ad Itea”. La difficoltà, per REplus, sono gli spazi. “Siamo pieni di materiale – spiega Comperini – e ci stiamo accordando con Itea per avere delle stanze in cui depositare ciò che non riusciamo a tenere in sede”. 

REplus, come sottolinea la presidente, è frequentato da diverse generazioni. “C’è il pensionato che si dedica alla ciclofficina – dice – i ragazzi delle medie che arrivano per imparare ad aggiustare una bici e persone con disabilità o inserite nel Progettone che ci lavorano”. 

Marco Moser e Andrea Gentilini hanno raccontato la storia del DES della Vallagarina, nato nel 2009 da un bisogno “sociale”: trovare la possibilità di reinserimento lavorativo per donne in difficoltà. “All’epoca – dice Moser – in quel settore si trovavano diverse risposte per gli uomini; poche invece per le donne”. Sono 10 i sottoscrittori originari, tra pubblico, terzo settore e profit. Il “tema” iniziale del distretto si è ampliato, andando a coinvolgere altre attività dell’economia solidale presenti in Vallagarina: nell’ultimo accordo, i sottoscrittori sono stati 26. 

Andrea Gentilini, direttore della cooperativa Punto d’Approdo, ha presentato il lavoro de Le Formichine. “La cooperativa si occupa da oltre vent’anni di accogliere donne vittime di violenza – dice – e, assieme a Fondazione Famiglia Materna, abbiamo deciso di raccogliere la sfida di far partire due laboratori sociali: il nostro si dedica all’oggettistica, quello di Famiglia Materna alla ristorazione. Siamo due enti divisi, ma abbiamo dato corpo a un unico progetto con un unico nome, Le Formichine, che oggi in Vallagarina è un vero e proprio brand. La nostra mission è ridare autonomia alle persone attraverso il lavoro”. 

Tempora ODV e il progetto “Cultura e Saperi”

L’incontro è stato promosso da Tempora Odv all’interno del progetto “Cultura e Saperi”, che si ispira all’obiettivo 8 dell’Agenda 2030 (“Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena occupazione e il lavoro dignitoso per tutti”), con un particolare focus sull’aumento delle competenze professionali dei giovani. 

“Cultura e Saperi” è diviso in tre parti: “Linguaggi”, una serie di incontri sparsi sul territorio per offrire spunti su diversi temi; “Media Contest”, rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni che, dopo una formazione teorica e pratica, hanno la possibilità di vincere un contratto di un anno come freelance per il quotidiano online Il Dolomiti; e infine “Cultura digitale”, all’interno della quale è stata creata una piattaforma giornalistica, “Into It”, da poco registrata anche in tribunale.

Hanno moderato l’incontro Luigi Prosser e Sabina Villani, collaboratori della testata “Into It”.

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