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I volti di San Martino: Sandra Toro de El Costurero

Iniziamo a raccontare i produttori che, ogni giovedì, partecipano al mercato di San Martino (Trento). Sandra Toro gioca in casa, perché la sua associazione, El Costurero, si trova nello stesso quartiere, dove promuove l’abbigliamento di seconda mano con corsi e swap party

Sandra Toro de “El Costurero” al Mercato di San Martino (Trento) del giovedì pomeriggio. Foto di Elena Zucal

Ogni giovedì, nel quartiere di San Martino, a Trento, si intrecciano storie, sapori e colori diversi che appartengono al mondo dell’economia solidale trentina. Il mercato, partito a fine settembre 2021 e ora in pausa fino all’inizio della primavera, si svolge negli spazi esterni della Bookique in orario d’aperitivo, per invogliare anche gli studenti universitari a incontrare chi, quando vende, “ci mette la faccia”.

Quali sono i produttori che partecipano al mercato di San Martino? Cominciamo a raccontarlo attraverso una serie di interviste, per spiegare cosa #succedeaSanMartino il giovedì pomeriggio. Oggi intervistiamo El Costurero, l’associazione fondata nel 2015 da Sandra Toro, che si occupa di sensibilizzare al riuso dei vestiti attraverso swap party e corsi per principianti e per persone più “esperte”. El Costurero a San Martino gioca in casa, perché la sua sede è in via Torre d’Augusto 9, nel cuore di questo quartiere di Trento. Sandra, che di formazione è ingegnera elettronica, ha sempre avuto la passione per il cucito, che però ha coltivato ancora di più da quando, dalla Colombia, è arrivata in Trentino. 

Come hai saputo che c’era il Mercato di San Martino?

Non ricordo esattamente, perché l’ho saputo da diverse persone. Sapevo che la Bookique stava partecipando ad alcuni incontri per organizzare un mercato. Credo però di essere stata contattata ufficialmente dall’Economia Solidale Trentina, perché sono tra gli iscritti. 

Qual è la differenza con gli altri mercati?

A San Martino si raggiunge un pubblico diverso, visto che gli altri mercati sono la mattina: chi lavora, in un orario come questo, riesce a partecipare. Però non è stato facile organizzarlo, anche perché per i contadini è strano fare un mercato la sera. Poi quello di San Martino è un mercato rionale, ed è comodo per le persone che abitano nel quartiere, che non devono sposarsi troppo per partecipare. È anche una via di mezzo tra un mercato e un aperitivo, dato che si svolge nel cortiletto fuori dalla Bookique.  

Che prodotti vendi?

Non posso vendere, perché El Costurero è un’associazione, e non organizzo neanche swap party: al mercato non funzionano molto, la gente è di passaggio, mentre per uno swap party bisogna organizzarsi. Quindi espongo i capi che avanzano dagli swap party a offerta libera. Cerco di mettere sempre vestiti adatti alla stagione, per uomo, per donna, per bambino e bambina. Ma dipende proprio da quello che avanza dagli swap: ci sono dei giovedì in cui, per esempio, ho solo scarpe. 

Come è nata la tua associazione?

Prima cucivo vestiti con “metodi tradizionali”, poi ho iniziato a farlo con abiti usati. Da lì è nata l’idea di organizzare dei corsi e poi di costituire un’associazione: così nel 2015 è nato El Costurero. Ogni mese preparo un calendario per i corsi “base”, che cambia a seconda della disponibilità dei partecipanti. Però c’è un corso più “stabile” che organizzo per persone che hanno già fatto il corso base, e che si tiene generalmente il venerdì sera e il sabato mattina. 

A quali altri mercati partecipi?

Ogni tanto a quello del giovedì mattina di Economia Solidale Trentina, in piazza Santa Maria Maggiore. Da quando ho l’associazione, però, ho cominciato a partecipare meno ai mercati, ma non manco mai alla Fiera Fa’ la cosa giusta! Trento. Una volta andavo anche al mercatino dei gaudenti. 

Qual è il prodotto “forte”, che ti identifica? Anche se in questo caso si parla più di un capo d’abbigliamento…

L’abbigliamento usato in generale. Anche ai corsi cerco di trasmettere sempre l’idea di creare qualcosa a partire da abiti già usati. La sensibilità, in questi anni, è aumentata: quando ho cominciato la mia attività, dieci anni fa, le persone avevano ancora il “terrore” dell’abbigliamento usato. Il mercato di seconda mano viene visto come qualcosa “da poveri”, non come un settore particolare e di buona qualità. Ora va di moda il vintage, quindi ci sono più persone che sono interessate all’usato, ma la sensibilità potrebbe aumentare ancora molto.

Hai conosciuto nuove realtà con cui prima non eri in contatto al mercato di San Martino?

No, conoscevo già tutti, anche perché faccio parte da anni dell’Economia Solidale Trentina.

Qual è la richiesta più strana che ti è stata fatta al mercato di San Martino (o in un altro mercato)?

Non mi chiedono cose strane. Di solito sono io quella particolare (ride). Le persone però si stupiscono delle cose che facciamo, e chiedono anche di spiegare loro che cosa sia uno swap party.

Perché le persone dovrebbero venire al mercato di San Martino?

Perché è una bellissima idea, l’ho sempre sostenuto. È molto particolare, perché c’è la possibilità di fare anche l’aperitivo. Così si prendono due piccioni con una fava. Tutti i produttori, poi, sono attenti al consumo critico, quindi è comodo per chi si sta avvicinando a questo mondo, perché si “va sul sicuro”. 

Per contattare El Costurero: associazione.costurero@gmail.com

intervista a cura di Marianna Malpaga e Angela Dalpiaz

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