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Verso un mondo in cui i rifiuti non esistono

È stato presentato in via preliminare il 30 dicembre 2021 il Quinto aggiornamento al Piano provinciale di gestione dei rifiuti – Stralcio per la gestione dei rifiuti urbani, che verrà approvato definitivamente entro luglio 2022. Abbiamo intervistato Chiara Lo Cicero dell'APPA

Il Centro raccolta rifiuti urbani della città di Trento/Foto Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

Oggi si parla molto di economia circolare, che porta con sé un’idea rivoluzionaria per il modo in cui siamo abituati a vivere: il rifiuto, nel “futuro ideale”, non esisterà più.

“L’economia circolare ci dice che dobbiamo cambiare le nostre abitudini”, ci spiega Chiara Lo Cicero, direttrice dell’ufficio operativo Rifiuti e bonifica dei siti del Settore autorizzazione e controlli dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA). “Non dobbiamo più usare un prodotto per poi buttarlo, ma dobbiamo cambiare il nostro modo di fare e le nostre abitudini producendo meno rifiuti e cercando di recuperare il più possibile di ciò che gettiamo, anche attraverso la donazione a chi potrebbe ancora utilizzare quello che noi non vogliamo più”.

Questo è il primo e fondamentale obiettivo che si propone questo Piano e per raggiungerlo serve l’impegno di ciascun cittadino e quindi di ciascuno di noi. Ecco quindi che il Quinto aggiornamento al Piano provinciale per la gestione dei rifiuti – Stralcio per la gestione dei rifiuti urbani prevede “nell’allegato 1 e 2 una serie di misure per ridurre i rifiuti”, come aggiunge Lo Cicero. “Il mondo ideale, infatti, è un mondo senza rifiuti. Tutti noi cittadini ci dobbiamo chiedere come possiamo ridurre la loro produzione, privilegiando per esempio i piatti in ceramica e i bicchieri di vetro ai bicchieri di plastica e ai piatti di carta, e in generale a tutto ciò che è usa e getta. Non è questione di demonizzare la plastica, ma di non produrre più rifiuto. Bisogna insistere sul vuoto a rendere, sulla vendita su cauzione, sull’affitto di stoviglie, piatti e bicchieri che poi vengono lavati e riutilizzati”. Il Quinto aggiornamento insiste anche molto sulla comunicazione (nell’allegato 3) per cercare di cambiare il modo in cui comunemente pensiamo ai rifiuti. È previsto l’inserimento di una sezione apposita nel sito web dell’APPA che renda più fruibili e immediate le notizie a tutti i cittadini, oltre che incontri informativi nelle Comunità di Valle e nei Comuni, la continuazione di percorsi di educazione ambientale nelle scuole ed anche opuscoli per aiutare i turisti a gestire correttamente i propri rifiuti.

Per incentivare delle abitudini di consumo a ridotto carico di rifiuti vengono anche previsti accordi, incontri e campagne con la grande distribuzione organizzata, i mercati, la ristorazione privata e collettiva nonché gli organizzatori di eventi. Verranno coinvolte anche le imprese per incentivare modelli di produzione di beni a ridotto carico di rifiuti. Una comunicazione a 360 gradi per coinvolgere quante più persone possibile, perché non producano più rifiuti o perché diano agli oggetti una seconda vita.

“Con questo aggiornamento, infatti, cerchiamo di incentivare i centri di riparazione, i centri di riuso e gli swap party – prosegue Lo Cicero – ma anche le applicazioni che mettono in rete chi vuole disfarsi di un oggetto e chi invece ha bisogno di quello stesso oggetto. Si evita così di far entrare nel regime dei rifiuti delle cose che in realtà avrebbero ancora una loro funzionalità. Perché se non trovo una rete che prenda la mia bicicletta nel momento in cui voglio liberarmi di lei, allora sarò costretto a portarla al CRM. Ed è un peccato, perché al CRM arrivano moltissimi oggetti che potrebbero benissimo essere riutilizzati. Se quella stessa bicicletta manca di una rotella o ha una catena messa male, si può cercare invece di portarla ai centri di riparazione, incentivando così l’artigianato”.

Ridurre il rifiuto è il primo punto dell’economia circolare: “Serve una sensibilizzazione del cittadino, così anche la grande distribuzione si muoverà di conseguenza”

Durante l’elaborazione del Quinto aggiornamento del Piano sui rifiuti urbani, c’è stato un confronto con tutte le Associazioni di categoria e anche con la grande distribuzione per incentivare il vuoto a rendere e la vendita di prodotti sfusi, in modo tale da diminuire il rifiuto già in fase di produzione e di vendita. “Molte associazioni di categoria – spiega Chiara Lo Cicero – si sono dimostrate sensibili, però la grande distribuzione segue il mercato: se il mercato chiede prodotti sfusi, quindi, si adeguerà di conseguenza. Viceversa, se il mercato non li richiede, allora tutto rimarrà come è ora. Si deve quindi incentivare il cittadino a farne richiesta, anche perché si tratta di un settore sul quale si può lavorare moltissimo: basta provare a pensare quanti rifiuti vengono prodotti nel momento in cui si va a fare la spesa. Dobbiamo fare ancora molta strada, ad esempio portandoci da casa i sacchetti dove mettere la frutta e verdura. In Inghilterra e in Francia, invece, anche i pranzi d’asporto vengono riposti all’interno di un contenitore portato dai clienti”.

La delibera provinciale del 3 dicembre 2021

Con questa delibera, la Provincia di Trento ha stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2023, tutti gli enti pubblici trentini, enti strumentali e società partecipate sono obbligati a rispettare i nuovi criteri ambientali minimi (CAM) sui punti di ristoro, macchinette del caffè o per distribuzione di alimenti che prevedono la riduzione di prodotti monouso. Inoltre a partire dal 1° luglio di quest’anno tutti gli eventi (co)finanziati e (co)organizzati dall’amministrazione provinciale non potranno utilizzare oggetti monouso e dovranno seguire gli stessi criteri ambientali minimi e gli ecomarchi.

Il Trentino, in questo modo, è andato “oltre” la direttiva europea che vieta i prodotti in plastica monouso. “Abbiamo voluto superare la diatriba tra plastiche e bioplastiche – spiega Lo Cicero – che, contrariamente a quanto si sente dire, in realtà non sono compostabili nei comuni impianti. Abbiamo scelto di non fare una lotta alla plastica quanto piuttosto una lotta al monouso. L’anno prossimo mi piacerebbe fare un giro al Mercatino di Natale di Trento senza vedere alcun tipo di cassonetto”.

RICICLA TRENTINO 2 AZIENDA PER IL RICICLAGGIO DEL MATERIALE RACCOLTO IN TUTTO IL TRENTINO E DIFFERENZIATO TRENTO 21 GIUGNO 2012/FOTO PAOLO PEDROTTI – da Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

La quantità della raccolta differenziata è migliorata: “Adesso dobbiamo lavorare sulla qualità”

“La normativa nazionale offre un calcolo della raccolta differenziata senza valutarne la qualità”, dice Chiara Lo Cicero. In Trentino, per esempio, negli ultimi vent’anni sono stati raggiunti importanti risultati dal punto di vista quantitativo: si è passati da una media provinciale del 21,3% nel 2001 al 77,9% nel 2019.

“La qualità però non è buona in tutti i territori”, precisa Lo Cicero. “Molto dipende dal sistema di raccolta, naturalmente. Se faccio una raccolta porta a porta, l’operatore si accorge subito se nel sacchetto del multimateriale non ci sono solo imballaggi, e chiede al cittadino di togliere tutte le impurità. Quando faccio una raccolta stradale, questo controllo viene a mancare. Ci capita quindi di trovare tombini di ghisa nell’organico o palloni da basket nella carta. Capisco la scatoletta di tonno nell’organico, che può sfuggire, ma queste cose proprio no”.

A livello provinciale è stato definito quindi un indice di qualità della raccolta differenziata. “D’ora in poi tutti i gestori sono obbligati a fare una valutazione e un’analisi della raccolta differenziata per ogni tipologia di rifiuto”, spiega Lo Cicero. “Abbiamo creato un sistema di premi e penalità per responsabilizzare i gestori della raccolta, che a loro volta sono incaricati di responsabilizzare i cittadini e di cercare di capire se è il caso di cambiare sistema di raccolta, passando per esempio dalla raccolta stradale a quella porta a porta”.

Le discariche di Imer e Monclassico verranno chiuse rispettivamente entro il 30 giugno e il 31 ottobre 2022

“Sono state riattivate due discariche che erano sospese, non chiuse – precisa Lo Cicero -, e che però cesseranno definitivamente la propria attività quest’anno. La discarica di Imer sarà chiusa entro il 30 giugno, mentre quella di Monclassico entro la fine di ottobre. A ottobre di quest’anno, quindi, non avremo più nessuna discarica e dovremo portare tutto fuori provincia”. Al momento sono state fatte delle gare a Dalmine, in provincia di Bergamo, e a Bolzano. “Per i rifiuti che attualmente sono conferiti a Monclassico e a Imer dovremo fare una nuova gara pubblica”, aggiunge Lo Cicero.

Un Piano pubblico: “Tutti i cittadini possono fare le proprie osservazioni”

L’approvazione del 30 dicembre 2021 è preliminare. È partito infatti il coinvolgimento dei Comuni, delle Comunità di Valle, degli stakeholder, ma anche di tutti i cittadini e le cittadine interessati, che porterà all’approvazione definitiva del Quinto aggiornamento al Piano provinciale di gestione dei rifiuti – Stralcio per la gestione dei rifiuti urbani entro luglio 2022, anche se si spera in un’approvazione già ad aprile.

“Ogni cittadino può fare le sue osservazioni, perché così prevede la normativa nazionale per garantire la massima trasparenza dell’iter di pianificazione. Questo Piano fa delle scelte che riguardano la nostra vita quotidiana e le nostre abitudini e forse più degli altri è un Piano pubblico – spiega Chiara Lo Cicero – dal momento che i rifiuti urbani, a differenza di altre categorie di rifiuto, interessano ciascuno di noi”. Le osservazioni vanno presentate entro il 23 marzo, scrivendo all’indirizzo mail rifiuti.appa@pec.provincia.tn.it.

  

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