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Marzo: Le bevande vegetali e il riutilizzo dell’okara

Dal bagno ci spostiamo in cucina per preparare assieme ad Angela Castagna una buonissima bevanda vegetale. Prendiamo un po’ di tempo per noi, gustiamola molto lentamente, ma soprattutto modifichiamo il nostro stile di vita producendo autonomamente il cibo e allo stesso tempo riducendo i rifiuti.

Cosa si può fare per cambiare lo stile di vita? Mettersi in cucina e preparare da soli una gustosa bevanda vegetale/ Foto di Angela Castagna

Questo mese entriamo in un’altra delle stanze delle nostre case dove con piccoli e semplici gesti possiamo fare un’enorme differenza: la cucina.

In questi anni, e in questi ultimi mesi di forte siccità, stiamo percependo come il clima ed il mondo che ci circonda stanno cambiando. Consigli su come poter vivere meglio aiutando il pianeta si trovano sempre di più, raggiungendo sempre più persone e, ne siamo convinti, moltissime persone sono indotte a provare a cambiare lo stile di vita. La nota positiva è le persone sono più consapevoli che anche una piccola azione può fare una grande differenza. E allora continuiamo a lasciarci inspirare, ad inspirare altri e a portare nuovo cambiamento in questo mondo oramai esausto.

Io parto sempre dal mantra: “Less is more”. Meno è di più, ma in quante sfaccettature si può declinare questa frase? Una piccola riflessione: comprando meno produrremo meno rifiuti, useremo meno soldi, saremo meno dipendenti dal circolo vizioso del “compro e mi sento felice…ma non sono davvero felice perché non ho mai abbastanza”.

É stato dimostrato che interrompendo questa catena non solo facciamo del bene al pianeta e al nostro portafogli, ma anche a noi stessi. La mente si libera, con i soldi risparmiati ci possiamo concedere un’attività che ci rende felici, ad esempio un piccolo viaggio o una serata al ristorante o una giornata in SPA o ancora meglio una giornata tra i boschi o al lago, e la felicità registrata dal nostro cervello rilascia ormoni che innescano un senso di rilassamento e pace. Se mantenuta nel tempo, questa catena di effetti positivi si consolida, e scopriremmo che davvero siamo in grado di vivere con meno…ma con più felicità! Ma torniamo all’inizio: dopo aver compreso il significato di “Meno è più”, quando vado a fare la spesa mi pongo due domande: “Ho davvero necessità di comprare queste cose?” e “Come posso diminuire lo spreco in casa?”

La mia non è stata una transizione veloce, semmai una presa di coscienza lungo il cammino del ridurre il più possibile i rifiuti che la nostra famiglia produce. Lo scorso anno, in una famiglia formata da tre persone, abbiamo fatto ritirare il residuo nel bidone piccolo sei volte così come gli imballaggi leggeri. Sento spesso dire, sia da adulti che da ragazzi, che non importa quanto acquistiamo e quanta plastica buttiamo, perché tanto viene riciclata. Purtroppo, sebbene il riciclaggio sia una gran cosa, sarebbe bene sottolineare che NON tutta la plastica può essere riciclata, e che abbiamo raggiunto un punto tale di quantità di plastica nel mondo che il prossimo passo davvero necessario è evitarla per lo meno nelle scelte quotidiane casalinghe, ove possibile. Per lo sfuso mi rifornisco da Negozio Leggero oramai da qualche anno, e mi organizzo per fare due grossi ordini all’anno di tutti i prodotti che mi servono. Date un’occhiata al loro sito, vi si apre un mondo! E per chi invece preferisce acquistare in città, cercate le botteghe di  sfuso presenti sul territorio: ad esempio per i detersivi per la casa sfusi io scelgo la Bottega di Samuele a Trento.

Alcuni esempi di come abbiamo diminuito il nostro consumo di plastica e imballaggi sono: yogurt fatto in casa, tutti i cereali e i legumi vengono comprati per la maggior parte secchi e sfusi, the e tisane sono sfuse, frutta e verdura viene comprata al mercato riutilizzando i sacchetti di carta o usandone di nostri da stoffe vecchie recuperate. Cerchiamo di scegliere prodotti come pasta, riso, farine e biscotti imballati in vera carta (alcune marche hanno cominciato a produrre sacchetti in similcarta che invece è plastica), se dobbiamo comprare nella plastica prediligiamo confezioni più grandi che vengono poi riutilizzate come contenitori. I sacchetti dei cereali vengono lavati e riutilizzati come sacchetti per conservare il cibo in freezer (contenevano cibo prima, lo possono contenere anche dopo). Il tappetino di silicone per il forno al posto della carta forno, pellicole lavabili di cotone cerato al posto della pellicola di plastica. Tutte queste scelte ci hanno permesso di abbattere considerevolmente la produzione di rifiuti e aumentare il risparmio economico. In cucina avrei molto altro ancora da scrivere, resto a disposizione per ulteriori informazioni per chiunque fosse interessato!

Capiamoci, anche nella nostra famiglia ci sono momenti in cui rientriamo tardi la sera e siamo stanchi, di corsa, indaffarati o semplicemente ci vogliamo concedere una serata leggera, e quindi teniamo a portata di mano qualche prodotto pronto scelto con accortezza.

IL LATTE DI SOIA, CHE BONTÀ

Per realizzare un ottimo latte vegetale sono necessari pochi ingredienti. Alcuni potete acquistarli anche sfusi./ Foto di Angela Castagna

Veniamo all’autoproduzione del mese: la bevanda vegetale di soia, che io preferisco chiamare latte.

Ingredienti per 1 lt di latte:

  • 100 gr di soia
  • 1 lt di acqua
  • 2 cucchiai di zucchero di canna (facoltativi)

Se cominciate dalla soia secca in chicchi, ricordatevi di metterla in ammollo 24 ore prima e di cambiare l’acqua una o due volte, se partite dai fiocchi non è necessario l’ammollo.

Una volta passate le 24 ore, mettete la soia in 1 lt di acqua in una pentola capiente e frullate con il minipimer per almeno due minuti. Una volta frullata, portate il tutto ad ebollizione per almeno 15-20 minuti e lasciate intiepidire. È ora il momento di filtrare il latte: potete usare un colino a maglia molto fine, o un canovaccio. Io onestamente ho provato entrambe i metodi ma non mi sono mai trovata bene, e cercando su internet ho trovato il contenitore con filtro e mortaio ideato apposta per poter filtrare in modo veloce i cereali per i latti vegetali (trovate qui il nome) e tenere la soia frullata, chiamata okara da non buttare assolutamente. A piacere l’aggiunta di zucchero. Una volta filtrato, versatelo in una bottiglia di vetro.

Procedimenti simili si possono fare per mandorle e nocciole, senza ammollo con i fiocchi di avena.

L’okara si può tranquillamente riutilizzare in molti modi, tra i più golosi che ho provato: biscotti, polpette e polpettoni, spätzle.

L’okara è la polpa della soia che rimane dopo aver svolto il processo di filtraggio/ Foto di Angela Castagna

Avere cura di noi e della nostra Terra, richiede amore, tempo ed organizzazione. Forse può sembrare un’aggiunta inutile dover mettersi pure a fare il latte vegetale in casa con le vite frenetiche che abbiamo, ma nel momento in cui lo fate siate presenti nel momento, rilassati e consapevoli che vi state regalando un tempo lento in cui state facendo qualcosa di buono per voi, per gli altri e per il pianeta. Buon mese a tutti voi!

  

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