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I volti di San Martino: Francesco Fiorazzo di CS4

Tra i produttori che partecipano al mercato di San Martino (Trento) del giovedì, c’è anche il settore sartoria della cooperativa sociale CS4, con la sua linea per bambini “Wear the Bear” (e non solo). Ne abbiamo parlato con Francesco Fiorazzo, responsabile dell’area di riuso della cooperativa.

Lo stand della cooperativa CS4 di Pergine al Mercato di San Martino: a sinistra, un capo della linea “Wear the Bear”

Ogni giovedì, nel quartiere di San Martino, a Trento, si intrecciano storie, sapori e colori diversi che appartengono al mondo dell’economia solidale trentina. Il mercato, partito a fine settembre 2021 e ora in pausa fino all’inizio della primavera, si svolge negli spazi esterni della Bookique in orario d’aperitivo, per invogliare anche gli studenti universitari a incontrare chi, quando vende, “ci mette la faccia”.

Quali sono i produttori che partecipano al mercato di San Martino? Lo raccontiamo attraverso una serie di interviste, per spiegare cosa #succedeaSanMartino il giovedì pomeriggio. Partecipa al mercato anche la cooperativa CS4, nata a Pergine Valsugana, con la sua linea di abbigliamento imperfetta e originale “Wear the Bear” e con le sue marionette Raffa Giraffa e Gino Cuscino, usate anche nei reparti di oncologia pediatrica di tutta Italia e il cui ricavato va per il 50 per cento ad Ail (Associazione Italiana Leucemia).

CS4, negli anni, ha ampliato il suo raggio d’azione – ora lavora in tutta la Valsugana, a Trento e in Val di Cembra – e ha diversificato le sue attività, una delle quali è quella dei Crea (Centri Riuso Educazione Ambientale). Ne parliamo con Francesco Fiorazzo, responsabile della progettazione della cooperativa, dei Crea e del negozio Ricò (Riuso Condiviso) di via Kufstein 4, a Gardolo.

Come avete saputo che c’era il Mercato di San Martino?

Facciamo parte del Tavolo dell’Economia Solidale Trentina, quindi siamo stati contattati direttamente da Cooperativa Samuele, che ci ha proposto di partecipare al mercato. Abbiamo aderito con gioia, perché è un modo per dare visibilità ai nostri progetti di riuso e di riciclo.

Qual è la differenza con gli altri mercati a cui partecipate?

Abbiamo partecipato al Mercato dell’Economia Solidale di Piazza Santa Maria Maggiore (Trento), che è la mattina. Cambia la fascia oraria, muta il target del mercato: a San Martino arrivano persone più giovani. È molto interessante, poi, l’idea di attivare una collaborazione con la Bookique, che rende il mercato più interattivo. Certo è che nei mesi invernali si batteva più i denti che cassa. Si tratta però di un mercato di natura sperimentale, che si sta ancora calibrando; però credo che funzioni nella misura in cui si può stare all’aria aperta senza patire troppo il freddo. La primavera si prospetta molto interessante, così come l’idea di trovare dei temi che possano sollecitare il confronto e di organizzare dei laboratori in cui ognuno può esprimere il proprio punto di vista.

Che prodotti esponete?

La linea di prodotti che proviene dalle nostre sartorie, legate ai centri di riuso di Trento e di Pergine, nei quali accogliamo la merce che viene donata dai cittadini. I vestiti sono venduti a un prezzo simbolico per essere il più possibile accessibili a tutti. Quelli che non vendiamo, invece, sono usati per creare dei prodotti di upcycling: all’inizio avevamo una linea di borse che si chiamava Border, oggi invece la linea per bambini “Wear the Bear”, che portiamo al Mercato di San Martino. L’orso “marchio” della linea è un po’ strano, grigio e non conforme: un messaggio che ci rappresenta, visto che lavoriamo con la disabilità. Si tratta di vestiti artigianali, che valorizzano anche il piccolo difetto e l’asimmetria.

Abbiamo anche delle bomboniere e dei bigliettini di carta che possono essere usati per le cerimonie, fatti al laboratorio di Grumes, e dei piccoli portaspilli che sono stati realizzati nel centro di Torcegno, dove lavoriamo con le disabilità più gravi. Nello stand promuoviamo però anche il progetto Dono Trentino, di cui siamo partner: una piattaforma informatizzata che serve per lo scambio di beni usati.

Com’è nata la cooperativa CS4?

È nata nel 1988 a Pergine, inizialmente come sostegno per poche famiglie con figli con disabilità: poi si è pian piano allargata, e adesso conta circa 140 dipendenti, coprendo non solo la Valsugana ma anche Trento e la Val di Cembra. Il nostro target è la disabilità psicofisica. Abbiamo dei centri educativi e dei centri di formazione al lavoro, sia occupazionali sia per ottenere i prerequisiti lavorativi. I nostri educatori però lavorano anche nelle scuole, come assistenti per i ragazzini con bisogni educativi speciali (BES), e nell’aiuto compiti.

Qual è il prodotto che vi identifica?

Difficile trovarne uno. L’aspetto che ci identifica, comunque, è il fatto di valorizzare la divergenza rispetto a una “normalità” che appiattisce. I vestitini della linea Wear the Bear, poi, sono fatti con materiale riciclato.
Avete conosciuto realtà con le quali non eravate in contatto?
Al Mercato di San Martino ho ritrovato un mio caro amico con cui giocavo a calcio e che avevo perso di vista da tanto tempo: Tommaso, che produce formaggi a Dro. Mi ha fatto piacere rivederlo e scoprire la sua azienda zootecnica. Gli altri produttori invece li conoscevo, dal momento che fanno parte dell’Economia Solidale Trentina.

Avete conosciuto realtà con le quali non eravate in contatto?

Al Mercato di San Martino ho ritrovato un mio caro amico con cui giocavo a calcio e che avevo perso di vista da tanto tempo: Tommaso, che produce formaggi a Dro. Mi ha fatto piacere rivederlo e scoprire la sua azienda zootecnica. Gli altri produttori invece li conoscevo, dal momento che fanno parte dell’Economia Solidale Trentina.

Qual è la richiesta più strana che vi è stata fatta al Mercato di San Martino?

C’è una signora che ha tirato fuori dallo zaino dei pantaloni e ci ha chiesto se potevamo riparali. Però c’è da dire che ci ha dato lo spunto di attivare, in futuro, un servizio di riparazione, per il quale dovremmo però migliorare nelle competenze tecniche.

Perché le persone dovrebbero venire al Mercato di San Martino?

È un modo per sostenere piccole realtà che si impegnano in ciò che fanno. E poi perché si trova una gamma di prodotti complementari: sartoria, formaggi, pane e pizza, ortaggi e frutta. In più ci si può bere un aperitivo in Bookique: è un’esperienza a 360°.

I contatti di CS4. info@cs4.it

Intervista a cura di Marianna Malpaga e Angela Dalpiaz

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