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Legge sul biologico, Slow Food Italia: “Passaggio epocale”

La legge che tutela l’agricoltura biologica è stata approvata in Senato il 2 marzo. Il 9 febbraio il testo era passato alla Camera, dove però era stata tolta l’equiparazione biologico – biodinamico. La presidente di Slow Food: “Un passo concreto verso una reale transizione ecologica”.

Il 2 marzo, dopo 13 anni di attesa, è stata approvata al Senato la legge sul biologico

“Un passaggio epocale verso un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e amica della salute dei consumatori”, e ancora “un passo concreto verso una reale transizione ecologica”. La legge sul biologico è stata approva in Senato il 2 marzo, dopo 13 anni di attesa, con 195 voti favorevoli, 4 astenuti e nessun contrario. Le parole di gioia sono di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, che aggiunge: “Dopo anni di attesa anche il secondo ramo del Parlamento ha approvato il disegno di legge che tutela un settore in continua espansione”. Per il biologico, un metodo di produzione che va nella direzione indicata dalle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità, si parla infatti di un aumento della superficie dell’80 per cento in soli dieci anni.

“Un traguardo – continua Nappini – da accogliere con entusiasmo perché ci permetterà di acquistare prodotti che hanno a cuore la salute e la sicurezza ambientale”.

Un traguardo non scontato, perché “in molti avevamo perso la speranza che la legge a tutela dell’agricoltura biologica vedesse la luce – scrive Slow Food Italia -, dopo un iter complicato su cui sono stati scritti fiumi di parole”. Era il 9 febbraio, infatti, quando il disegno di legge è stato approvato dalla Camera, che ha rimandato il testo in Senato per l’approvazione definitiva. Il disegno di legge prima conteneva l’equiparazione tra agricoltura biologica e biodinamica; quest’ultima però ha suscitato non poche perplessità da parte del mondo scientifico ed è stata “stralciata” alla Camera. In realtà, come ci ha spiegato Stefano Delugan, vicepresidente della Federazione Trentina Biologico e Biodinamico (FTBio), la maggioranza delle aziende agricole biodinamiche ha anche il marchio biologico: “Da quel che ci risulta – ha detto quindi Delugan – l’agricoltura biodinamica non è stata stralciata”.

“Da oggi – aggiunge ancora Francesco Sottile, del Comitato Scientifico Presidi Slow Food Italia e docente all’Università di Palermo -, infatti, saremo il primo Paese europeo ad avere un marchio biologico nazionale che garantisce ancora di più i nostri produttori in un mercato complesso e sempre più rilevante”. Si apriranno così “nuove opportunità per tutti quei giovani agricoltori che oggi manifestano una forte sensibilità per i principi dell’agroecologia” e verranno ridefiniti i biodistretti, che “rappresentano occasioni di sviluppo su scala territoriale e non più solo aziendale”. Secondo Slow Food ci sarà anche la “possibilità di rivedere in modo funzionale tutto il circuito dei controlli ai fini della certificazione”, garantendo una maggiore tracciabilità dei prodotti e dei processi produttivi.

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