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Biologico vs biodinamico: è proprio così?

L’agricoltura biodinamica, nella maggior parte dei casi, ha la certificazione bio. Stefano Delugan, vicepresidente di FTBio, spiega perché l’agricoltura biodinamica non è stata “stralciata” dall’approvazione del disegno di legge 988 alla Camera, che ha cancellato l’equiparazione biologico-biodinamico.

Delle 4500 aziende biodinamiche italiane, solo 500 hanno la sola certificazione privata Demeter: le altre sono anche certificate bio

“Da quel che ci risulta l’agricoltura biodinamica non è stata stralciata. È stato proposto per legge che non è equiparabile a quella biologica, ma l’agricoltura biodinamica certificata bio – e cioè la fetta più grossa dell’agricoltura biodinamica – verrà comunque finanziata e ritenuta valida all’interno della nuova legislazione”. Questo il commento di Stefano Delugan, vicepresidente della Federazione Trentina Biologico e Biodinamico (FTBio), un’associazione che rappresenta l’agricoltura biologica e biodinamica della provincia di Trento e che è una “costola” di Federbio nazionale

Il contesto: l’approvazione del disegno di legge 988 alla Camera, con un “no” all’equiparazione biologico-biodinamico

Mercoledì 9 febbraio è stato approvato alla Camera il disegno di legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico (n. 988), che adesso dovrà tornare al Senato. Il “sì” è stato unanime, con 421 voti a favore. È stato tolto però ogni riferimento all’agricoltura biodinamica, che nel testo precedente veniva equiparata a quella biologica. Il metodo di coltivazione di Rudolf Steiner è stato cassato dal mondo scientifico, in particolare dal premio Nobel Giorgio Parisi e dalla senatrice a vita e biologa Elena Cattaneo. 

“Neanche l’agricoltura biodinamica fa miracoli: non si tratta di magia”

Astronomia e astrologia. La prima una scienza, la seconda una “fede”. La prima paragonata all’agricoltura biologica, la seconda invece a quella biodinamica. Il biodinamico, insomma, è considerato da molti come una sorta di “fantasy”. “Non possiamo dire che si tratti di magia – specifica Stefano Delugan – ma piuttosto di un’interpretazione olistica della natura. Il corno letame, che è la pratica dell’agricoltura biodinamica più citata e più bersagliata, innesca una proliferazione importante di microrganismi e di fenomeni positivi che si occupano della ‘preparazione del suolo’. Perché ciò avvenga, però, devono essere rispettati determinati parametri, o devono esserci dei presupposti di salubrità degli ambienti determinati da buone pratiche agricole, come quella biologica. Neanche la biodinamica fa miracoli”. 

Il padre dell’agricoltura biodinamica è Rudolf Steiner, vissuto tra il 1861 e il 1925. “Si tratta di una filosofia molto complessa – spiega Delugan – che contiene pratiche particolari e difficili, e che è fatta di sacrifici e dedizione. Mentre il biologico segue delle regole e dei parametri ferrei, controllati e sanzionati con fermezza, l’agricoltura biodinamica, o meglio la natura, offre dei suggerimenti che l’agricoltore interpreta e applica usando preparati di derivazione vegetale, dalle note proprietà anche sull’uomo, ed alcuni di derivazione animale, discussi e a volte sicuramente stravaganti quanto efficaci. La scienza non si è occupata di questa efficacia comprovandola o smentendola ufficialmente. Gli stessi preparati biodinamici, descritti come pratiche esoteriche, sono in realtà dei mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti Ue e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese. In Italia ci sono 4.500 aziende biologiche certificate che dichiarano di applicare il metodo biodinamico. Per questo viene definita erroneamente ‘magia’. È dai tempi in cui l’uomo è diventato senziente che chiama ‘magia’ tutto ciò che non è in grado di spiegare”.

“Anche la medicina omeopatica e i fiori di Bach in naturopatia – prosegue Delugan – non sono provati scientificamente, pur essendo strumenti dei quali molti si servono, riconosciuti e disciplinati per legge come rimedi. Molte persone, quindi, li definiscono ‘magia’, come quasi ogni disciplina bionaturale. Eppure noi siamo consapevoli che chi coltiva con il metodo biodinamico riesce a farlo, e lo fa in modo efficace”. 

Sono 4500 le aziende agricole biodinamiche, di cui solo 500 sarebbero certificate solo Demeter

Secondo un report del CREA, in Italia ci sono 4500 aziende biodinamiche, mentre le biologiche sono circa 80mila. “Tra quelle biodinamiche, 500 sarebbero in possesso della sola certificazione Demeter – specifica Delugan – quindi per la maggior parte si tratta di aziende agricole che hanno la certificazione biologica e che in secondo luogo sono anche biodinamiche”. 

Demeter è un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici. Il marchio “biodinamica” è proprietà di Demeter; un punto che ha sollevato le critiche di Giorgio Parisi. “Con il riconoscimento legislativo, [Demeter] acquisisce un vantaggio competitivo rilevante rispetto ai tanti agricoltori che con serietà, onestà e sacrificio si sforzano di rispettare i disciplinari dell’agricoltura biologica”, ha affermato il Nobel 2021.  

“Stiamo semplicemente recependo una legge europea che stanzia fondi anche per il biodinamico, quando è certificato come biologico”

“Fin dal regolamento del 1991, il metodo biodinamico è stato considerato parte del biologico e come tale deve essere certificato, dunque la legge italiana non introduce niente di nuovo, se non un aspetto già convalidato in UE da trent’anni”, spiegava già qualche mese fa Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, a GreenPlanet. Quindi, come aggiungeva la presidente di FederBio, “dato che il biodinamico è in primis biologico ha diritto a certi finanziamenti proprio perché certificato bio”. 

“L’agricoltura biodinamica – conferma Delugan – nella maggior parte dei casi ha una certificazione bio che viene integrata con preparati ‘biodinamici’ più naturali, a volte a discapito di rame e zolfo, efficaci ma non scientificamente riconosciuti. L’approvazione del testo di legge – prosegue -, rendendo il termine ‘biodinamico’ di uso comune e normato da una legge dello Stato, lo sottrarrebbe dunque ai soli disciplinari privati, rendendo così ancora più incisiva l’azione degli organismi di certificazione e delle autorità pubbliche che già oggi presidiano il mercato dei prodotti biologici, per eliminare definitivamente ogni ambiguità e preoccupazione”.

All’interno della FTBio ci sono circa 150 produttori biologici in crescita e una decina di produttori biodinamici che hanno anche la certificazione bio. “Come Federazione Trentina Biologico e Biodinamico – specifica Stefano Delugan – siamo per l’agroecologia, a prescindere dalla sigla e dal marchio. Da poco abbiamo istituito lo sportello di assistenza tecnica di FTBio, dove i coltivatori biologici e gli amici biodinamici sono i benvenuti”.

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