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Emergenza climatica, a Trento sta per nascere un’assemblea cittadina

La mozione per l’istituzione delle assemblee cittadine nel Comune e nelle circoscrizioni di Trento verrà discussa in Consiglio comunale nelle prossime settimane. Il documento è stato elaborato da un gruppo di consiglieri e da Extinction Rebellion Trentino.

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Frannie Cassarà di Extinction Rebellion Trentino davanti al Comune le assemblee cittadine/ Foto FB Extinction Rebellion Trentino

Era luglio del 2021 quando Frannie Cassarà di Extinction Rebellion Trentino si è posizionata di fronte al comune di Trento per domandare, come recitava il cartellone che stringeva tra le mani, “La crisi climatica ci minaccia tutte e tutti: chiediamo le assemblee dei cittadini”.

La sua azione ha richiamato l’attenzione del consigliere comunale di Europa Verde Andreas Fernandez, firmatario, assieme a Federico Zappini e Nicola Serra di Futura, di una mozione che è nata dalla collaborazione dei consiglieri con un gruppo di lavoro creato ad hoc da Extinction Rebellion. La mozione, che dovrebbe essere presentata in Consiglio comunale nelle prossime settimane, chiede di “modificare lo statuto del Consiglio comunale nella parte relativa agli strumenti di partecipazione in modo da istituire lo strumento delle Assemblee dei Cittadini a livello comunale e circoscrizionale”. Queste assemblee, secondo l’idea elaborata, dovranno essere inizialmente convocate per affrontare “il tema della transizione ecologica e il raggiungimento dei target climatici europei”. In questo modo, “tramite un processo di democrazia partecipativa, deliberativa e aleatoria”, le Assemblee dei Cittadini potranno deliberare sui “provvedimenti da privilegiare” per “risolvere le problematiche complesse connesse al contenimento del riscaldamento globale, alla riduzione della biodiversità, alla riduzione dello sfruttamento delle risorse, all’implementazione di processi economici ed industriali sostenibili, alla riduzione delle diseguaglianze sociali”.

“Le assemblee cittadine sono la terza richiesta del nostro movimento – spiega Giovanni Gottardo di Extinction Rebellion Trentino -. La prima è quella di dire la verità e che la crisi climatica ed ecologica venga trattata come un’emergenza, mentre la seconda è di agire ora e di smettere di rimandare. Le assemblee cittadine, terza richiesta, rientrano proprio nelle azioni che si possono compiere. C’è il rischio, infatti, che queste crisi facilitino i totalitarismi, e che dei regimi dispotici decidano come usare le ultime risorse disponibili in modo non equo”.

Le assemblee dei cittadini rappresenterebbero equamente tutte le categorie sociali, perché i cittadini che entrano a farne parte sono scelti con un campionamento casuale e stratificato. “Vengono rappresentati tutti i gruppi sociali – spiega Gottardo – e le prime sessioni sono condotte da esperti e scienziati che presentano la situazione in maniera oggettiva. Così, quando i cittadini e le cittadine hanno una visione oggettiva del problema, possono iniziare a pensare insieme alle soluzioni”.

Perché coinvolgere i cittadini in queste decisioni? “Il sistema politico attuale non riesce ad affrontare la situazione – prosegue Gottardo -: dire che il modello di sviluppo che abbiamo portato avanti in tutti questi anni ci sta portando al collasso cozza con la necessità politica di massimizzare il risultato elettorale nel breve termine. È importante quindi che queste decisioni non vengano prese solo dalla politica ma anche da uno strumento di democrazia diretta che possa svolgere dei compiti che la democrazia attuale, rappresentativa, fa fatica a risolvere”.

Le assemblee dei cittadini sono già presenti in Belgio, Irlanda e Francia. “Non sempre però ciò che le persone decidevano veniva accolto dalle istituzioni – spiega Gottardo -. Un esempio viene dalla Francia. Dopo l’introduzione della tassa sui carburanti e le conseguenti proteste dei gilets jaunes, Macron ha istituito un’assemblea di cittadini togliendo la tassa sul carburante. Poi però non ha accolto le proposte che sono nate quasi all’unanimità da quell’assemblea”.

Le decisioni prese dall’assemblea possono essere vincolanti o no: “Il comitato ‘Politici per Caso’ sta portando avanti una raccolta firme per chiedere l’istituzione di assemblee di cittadini – dice Gottardo – che in questo caso farebbero delle proposte alla politica senza avere un ruolo deliberativo. Sarebbe già un inizio, perché a livello nazionale non c’è ancora niente di questo tipo. A livello comunale, invece, stanno nascendo delle iniziative, come per esempio a Bologna”.

E a Trento? “Lo statuto comunale – spiega Andreas Fernandez – offre degli strumenti simili alle assemblee dei cittadini. Si tratta però di strumenti consultivi, non deliberativi. Tutto si gioca su quel fronte”.

  

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