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L’impegno per l’ambiente e l’ansia climatica al Festival Educa di Rovereto

Tra il 6 e l’8 maggio a Rovereto torna Educa, il festival dell’educazione. Tra i 60 appuntamenti ci sono anche due momenti dedicati al ruolo dell’attivismo giovanile per l’ambiente e all’ecoansia, con un focus particolare su come gli adulti possono sostenere le fragilità dei più giovani.

A Rovereto, tra il 6 e l’8 maggio, si parlerà anche di cambiamento climatico tra educazione e tecniche per fronteggiare la cosiddetta “ecoansia”. Venerdì 6 maggio i rappresentanti di movimenti e associazioni giovanili impegnati per il clima raccontano il loro lavoro in un incontro online dalle 10.30 alle 12, “I giovani e le piazze per l’ambiente” (qui il link per iscriversi). Modera l’incontro, curato da Fondazione Bruno Kessler e Appa, Paulo Lima dell’associazione Viracao&Jangada, educomunicatore e giornalista. Si parlerà di come sono cambiate le forme di mobilitazione in seguito alla pandemia e quali sono i nuovi modi di affrontare l’emergenza climatica. L’incontro si rivolge in particolare a giovani tra i 14 e i 18 anni.

L’8 maggio, dalle 11 alle 12.30, nel Giardino di Palazzo Fedrigotti si parlerà di “Ansia climatica tra i giovani” con Roberto Barbiero, climatologo di Appa, Laura Endrighi, psicologa, e Paulo Lima (qui il link per iscriversi). Modera l’incontro, che in caso di maltempo si terrà nell’Aula Magna di Palazzo Fedrigotti, Claudia Dolci. Ogni giorno i media raccontano di temperature sempre più alte, alluvioni devastanti, fenomeni climatici estremi. Tutto questo può generare ansia, smarrimento e in molti casi panico. La crisi climatica in atto è anche causa, tra le altre cose, di malessere per i giovani di tutto il mondo. L’ansia climatica viene percepita in maniera più pressante nei Paesi in cui i governi si dimostrano inattivi sul piano della difesa dell’ambiente. Genitori, docenti e adulti come possono sostenere queste fragilità? Un modo è quello di creare spazi di ascolto e stimolare nuove forme di partecipazione, espressione e azione.

Educa, il festival sull’educazione nato 12 anni fa dalla consapevolezza che l’educazione è fondamentale per il presente e il futuro dell’Italia

Scegliamo il futuro” è l’argomento della dodicesima edizione di Educa, il festival dell’educazione, che si terrà a Rovereto tra il 6 e l’8 maggio. Ci saranno più di 60 appuntamenti tra focus, dialoghi, incontri, laboratori e spettacoli, con 150 relatori ed esperti nazionali. I momenti sono pensati in particolare per educatori, docenti e genitori; ci saranno anche laboratori per bambini e ragazzi e spettacoli e attività animative aperti a tutti. Ad Educa si intreccia Educa Immagine, il festival dell’educazione ai media nato nell’alveo del Piano Cinema per la scuola del MiC e del Mi, che propone proiezioni e laboratori, incontri con esperti e focus su cinema, tv, social media e fotografia.

“Scegliamo il futuro”

La pandemia ha comportato la limitazione di incontri ed esperienze collettive, che ha gravato soprattutto su bambini, ragazzi e giovani che dovrebbero essere, per loro natura, naturalmente proiettati verso il futuro. La comunità, in questa incertezza, si è ritrovata unita sulla rilevanza della scuola e ne ha riconosciuto il ruolo primario come luogo di emancipazione sociale. Queste trasformazioni chiamano però in causa anche istituzioni, enti di ricerca e culturali, agenzie educative e imprese.

“Orientare significa quindi offrire strumenti per affrontare la complessità – le parole di Paola Venuti, prorettrice dell’Università di Trento -; promuovere la conoscenza; ascoltare i desideri e le aspettative; riconoscere i talenti e le fragilità; sostenere una scelta libera, autonoma e consapevole; creare le condizioni per una piena realizzazione umana e professionale di tutti”.

Il programma

L’intero programma di Educa è disponibile sul sito del festival (qui il link). Educa è un festival promosso dalla Provincia di Trento, dall’Università di Trento e dal Comune di Rovereto, e organizzato da Consolida con il supporto scientifico di Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Demarchi e Iprase, con il sostegno della Federazione trentina della Cooperazione e delle Casse Rurali Trentine.

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