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Edera, il sogno dell’emporio fra poco diventerà realtà

Mercoledì 20 luglio c’è stata un’assemblea plenaria di Edera, l’emporio di comunità di Trento, nella sala circoscrizionale della Clarina. Sono stati votati statuto e regolamento, e alcuni candidati si sono proposti per entrare nel consiglio di amministrazione. Tra fine agosto e fine settembre l’emporio – che cerca una sede – si costituirà.

Edera sta per aprire. Dopo un percorso durato più di due anni, l’emporio di comunità di Trento sta per diventare finalmente realtà: l’atto di costituzione dovrebbe avvenire tra fine agosto e inizio settembre.

Mercoledì 20 luglio, nella sala circoscrizionale della Clarina, c’è stata un’assemblea plenaria, nella quale sono stati approvati statuto e regolamento della futura cooperativa. Ci sono anche dei candidati per il consiglio direttivo, che sarà votato dopo la costituzione ufficiale dell’emporio di comunità e che avrà una durata di 3 anni: Paolo, Andrea, Luigi, Silvia, Sergio, Cesare, Josephine, Marta, Alessandro e Valentina.

“Siamo partiti in dodici – spiega Anna Brugnolli, che fa parte dello “zoccolo duro” del progetto – nel gennaio 2020, trovandoci ogni due settimane. Ci siamo presi un anno per formulare un’idea progettuale, che poi abbiamo presentato online in pieno periodo Covid”.

Sono stati studiati i modelli delle Food Coop – o empori di comunità – già esistenti. “Abbiamo visitato l’emporio nascente di Parma – prosegue Brugnolli -, una cooperativa di consumo di Cles e l’emporio Camilla di Bologna, il primo esperimento di questo tipo in Italia”.

Edera sarà sia un negozio fisico sia un’officina culturale che organizzerà eventi legati al consumo critico, alla sostenibilità e agli stili di vita consapevoli (qui per scoprire di più sull’emporio). In questo momento i promotori dell’iniziativa stanno cercando uno spazio di circa 200 m2 dove poter aprire l’emporio di comunità. Si sta valutando un locale nel quartiere dei Solteri, ma, come è stato detto durante la plenaria, c’è ancora bisogno di altre idee ed opzioni.

Finora hanno aderito quasi 250 persone che entreranno a far parte di Edera in qualità di soci (qui le informazioni per iscriversi). Alcuni tra loro – una quarantina – entreranno a far parte della cooperativa in qualità di soci fondatori. Tutti gli altri si assoceranno dal momento della fondazione in poi. La quota sociale prevista è di 100 euro (e multipli), con la possibilità di versare una “quota sospesa” per chi vuole entrare a far parte dell’emporio ma non riesce a sostenere la spesa.

L’emporio si basa sui principi del movimento cooperativo mondiale, mutualità, solidarietà, democraticità, spirito comunitario, e abbraccia valori quali fiducia, condivisione, dialogo, promozione di un mondo attento ai diritti delle persone e alla tutela dell’ambiente.

Ogni socio dedica tre ore di volontariato ogni cinque settimane all’emporio di comunità, per un totale di 30 ore di volontariato all’anno. Ognuno sceglie il campo che più lo interessa: accoglienza, gestione della cassa, cura del magazzino, attenzione ai prodotti esposti e alla gestione del fresco, e pulizie. Oltre a questo ciascuno fa parte di uno dei gruppi di lavoro di Edera: forma, comunicazione, business plan, prodotti, plenarie e feste, spazi, informatica e officina culturale.

Il consiglio di amministrazione resterà in carica per 3 anni, ma un terzo cambierà, a rotazione, ogni anno. Chi aderisce all’emporio può delegare tre conviventi per andare a fare la spesa nel negozio nel caso un giorno non riuscisse a recarsi in sede. Non potrà essere delegata, invece, l’attività di volontariato che il socio deve prestare.

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