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Agricoltura contadina

La Campagna per una legge che riconosca l’Agricoltura Contadina è vicina al suo obiettivo: in questo mese la legge dovrebbe essere discussa alla Camera, come ha dichiarato l’onorevole Filippo Gallinella ospite dell’incontro organizzato dal Centro Internazionale Crocevia.

Il Centro Internazionale Crocevia ha organizzato un webinar per discutere della Campagna per una legge che riconosca l’Agricoltura Contadina. Se volete approfondire di cosa stiamo parlando, consultate il sito https://www.agricolturacontadina.org/, dove potete trovare come e perché è nata la campagna. Durante l’incontro, si è parlato dell’avanzamento della proposta di legge e dell’importanza di accelerare il procedimento, dopo l’inizio dei lavori da parte delle organizzazioni avvenuto ormai più di 10 anni fa. Ospite d’eccezione Filippo Gallinella, il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera. L’onorevole ha confermato che per il 17 maggio, dopo gli ultimi cambiamenti ad alcuni emendamenti e le considerazioni da parte delle altre commissioni, è prevista la discussione generale della legge alla Camera.

Trovate la registrazione dell’evento qui.

L’obiettivo della Campagna è quello di riconoscere l’agricoltura contadina non solo come produzione locale o in piccola scala, ma come modo di produzione alternativo rispetto all’imprenditorialità agricola. Per questo motivo, durante l’incontro diversi ospiti hanno sostenuto una discussione e hanno svolto informazione riguardo alla figura del contadino e del modello di produzione contadino. L’evento è stato presentato da Stefano Mori del Centro Internazionale Crocevia e moderato da Marta Gatti, giornalista freelancer. Sono intervenuti Sergio Cabras e Alessandra Turco, della Campagna per una Legge che riconosca l’Agricoltura Contadina, Guilherme Brady, della Decade dell’Agricoltura Familiare della FAO, Alessandra Corrado, professoressa presso UNICAL e Giuseppe Orefice del comitato Slow Food Italia.

Alessandra Corrado ha avviato la discussione spiegando le peculiarità delle piccole e medie aziende che possono essere riconosciute all’interno del modello contadino di fare agricoltura, tratteggiato a confronto di un modello imprenditoriale e capitalizzato. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’agricoltura contadina è il sistema adottato da circa 10 milioni di aziende agricole a livello europeo, rappresentando una quota importante del lavoro agricolo. I contadini coltivano con pochi input esterni, attraverso manodopera familiare con risorse autogestite e proprie infrastrutture, rispettano le risorse naturali e gli ecosistemi locali, rappresentando quindi anche una forma di presidio del paesaggio. Spesso, inoltre, i contadini adottano il modello agroecologico (abbiamo parlato di agroecologia con Marco Tasin, trovate l’articolo qui). “Le dimensioni inferiori rispetto all’agricoltura imprenditoriale e le filiere più corte” nota Corrado – “hanno poi reso l’agricoltura contadina più resiliente anche alla crisi dovuta alla pandemia”. 

Giuseppe Orefice, del comitato Slow Food Italia, ha in seguito evidenziato l’importanza sociale dell’agricoltura contadina. SlowFood infatti è un’associazione civica, ritiene che i cittadini possiedano un potere e che l’agricoltura contadina sia capace di creare un bene pubblico per la comunità. Quali sono i servizi che offre l’agricoltura contadina ai comuni cittadini? Innanzitutto, essa offre un servizio positivo all’ambiente: ne beneficiano la qualità dell’aria e dell’acqua, ma anche l’impollinazione e la fertilità del suolo. L’agricoltura contadina ha quindi un potere nella mitigazione dei cambiamenti climatici. In secondo luogo, l’agricoltura contadina offre un servizio culturale. “L’identità culturale della gastronomia italiana si appoggia sul lavoro dei contadini, sull’agricoltura contadina e non su quella industriale” spiega Orefice. Un altro aspetto importante è il servizio di supporto che offre alle comunità. Continua Orefice: “laddove lo stato non fornisce servizi a persone e comunità, si può sviluppare un’agricoltura sociale che può sopperire alle lacune del welfare”. È così che nascono “agrinido” e “agriasili”, come anche progetti di contrasto al disagio e servizi didattici nelle campagne dei contadini. Orefice sottolinea quindi l’importanza di una legge che sostenga questa funzione pubblica dell’agricoltura contadina, che svolge un ruolo ulteriore rispetto all’agricoltura industriale. Una legge che dia una nuova dignità al lavoro di questi contadini, che deve essere riconosciuto anche per mezzo di semplificazioni dal punto di vista burocratico, è necessaria! L’ospite conclude il suo intervento evidenziando come ora sia nelle mani della politica la facoltà di scegliere: se la politica ha come priorità l’interesse pubblico, allora è nell’agricoltura contadina che deve intervenire, senza guardare solo agli indicatori economici per trovare guadagno. 

Guillerme Bredy ha proseguito collocando la legge che si sta discutendo in Italia nel quadro internazionale. Bredy, che lavora per il Decennio delle Nazioni Unite per l’Agricoltura Familiare, istituito nel 2018, ha espresso l’importanza della definizione di una legge specifica per circoscrivere e regolamentare un campo rilevante dell’agricoltura mondiale, per il quale servono anche risorse esclusive. “Nel mondo ci sono 600 milioni di aziende agricole a conduzione familiare, che lavorano sull’80% del terreno coltivabile”, precisa Bredy. I contadini hanno quindi un potenziale unico per promuovere il modo in cui il cibo viene prodotto e trasformato, a fronte di una situazione globale in cui lo spreco alimentare e l’insicurezza alimentare rappresentano due emergenze solo apparentemente in contrasto. 

Infine, gli interventi di Alessandra Turco e Sergio Cabras, contadini e membri della Campagna. Turco ha spiegato che il modello di produzione contadina, a differenza di quello agroindustriale, si basa sull’intensità di lavoro e non di capitale. “La grande quantità di forza lavoro che mettono i contadini fa sì che l’agricoltura sia più legata al territorio e che porti avanti produzioni di qualità”, prosegue. L’agricoltura contadina riesce a garantire quindi un’ampia produzione di prodotti freschi senza ricorrere allo sfruttamento, permette la sovranità alimentare, una connessione più stretta al territorio che può rispondere meglio alle crisi. Turco conclude: “è importante che i contadini i cui diritti sono sanciti dalle dichiarazioni dell’ONU siano difesi da un quadro giuridico specifico a livello nazionale, come si sta facendo in Italia.”

Cabras è intervenuto nel considerare la rilevanza di una definizione di agricoltura contadina. Questo concetto comprende aspetti relativi alla tipologia aziendale, al tipo di prodotto e alle modalità di produzione, tutti aspetti che, se considerati da soli, non rientrano in una definizione che va verso una stessa direzione. Una definizione di agricoltura contadina, per quanto complessa, è necessaria a livello nazionale affinché possano essere definiti spazi legali di agibilità, che oggi rappresentano un problema per i contadini

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